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Original Marines, cade l’impianto accusatorio: il Gup di Nola dispone il non luogo a procedere

In CAMPANIA, CRONACA, NAPOLI
Giugno 22, 2026
Assolti amministratori, sindaci e società. Il giudice: "Il fatto non sussiste". Revocati i sequestri per complessivi 38 milioni di euro.

Si chiude con una piena vittoria per gli imputati il procedimento giudiziario nato dall’inchiesta che, circa un anno fa, aveva portato al sequestro di beni per oltre 38 milioni di euro nei confronti di otto indagati, tra amministratori, componenti del collegio sindacale e la stessa Original Marines Spa.  Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Nola, Raffaele Muzzica, ha pronunciato una sentenza di non luogo a procedere perché “il fatto non sussiste” in relazione a quattro dei cinque capi d’accusa contestati dalla Procura nolana. Per la quinta contestazione, relativa a un presunto illecito amministrativo, il giudice ne ha dichiarato l’inesistenza. L’inchiesta aveva ipotizzato, a vario titolo, reati quali falso in bilancio, indebita percezione di finanziamenti pubblici agevolati, frode fiscale mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e attività finanziaria abusiva. Contestazioni che, al termine dell’udienza preliminare, non hanno trovato riscontro nelle valutazioni del giudice. Un primo importante risultato per la difesa era già arrivato lo scorso gennaio, quando il Tribunale del Riesame aveva disposto la restituzione di circa 6 milioni di euro sequestrati nell’ambito dell’ipotesi di frode fiscale. In precedenza erano stati già dissequestrati ulteriori 31 milioni di euro, somme che la società aveva nel frattempo regolarmente restituito agli istituti di credito rispettando le scadenze dei finanziamenti ottenuti. Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, i finanziamenti erano stati concessi sulla base di bilanci ritenuti veritieri e non alterati, circostanza che ha contribuito a smontare l’impianto accusatorio.  Soddisfazione è stata espressa dal collegio difensivo composto dagli avvocati Michele Chianese, Alberto De Vita e Andrea Abbagnano Trione, che si sono avvalsi della consulenza tecnica del professore Roberto Tizzano.   “L’esito del procedimento conferma la correttezza della gestione societaria”, ha commentato l’avvocato Chianese. Il professor De Vita ha invece sottolineato come la decisione del giudice abbia riconosciuto il rigore e la professionalità dell’operato del collegio sindacale, mentre il professor Abbagnano Trione ha evidenziato che la sentenza ha validato l’azione degli amministratori della società. Con la decisione del Gup di Nola si chiude dunque una vicenda giudiziaria che aveva avuto grande rilievo per l’entità delle somme sequestrate e per il coinvolgimento di una delle aziende più note del settore dell’abbigliamento per bambini.

di Marco Iandolo