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Pesca e acquacoltura, Unci AgroAlimentare: “Bene il rifinanziamento del Fondo contro le calamità”

In ECONOMIA, REGIONI
Agosto 07, 2026
Scognamiglio accoglie con favore la conferma dei 3 milioni di euro per il 2026: “Ora diventi uno strumento strutturale per tutelare imprese e occupazione”.

Il rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale destinato alle imprese della pesca e dell’acquacoltura viene accolto con soddisfazione da Unci AgroAlimentare, che sottolinea l’importanza del provvedimento in un momento in cui il comparto è sempre più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici.  A esprimere apprezzamento per la decisione del Governo è il presidente nazionale di Unci AgroAlimentare, Gennaro Scognamiglio, che evidenzia come la conferma dello stanziamento per il 2026 rappresenti un segnale concreto di attenzione verso un settore strategico dell’economia italiana.   “Per le imprese della pesca e dell’acquacoltura è fondamentale poter contare su strumenti in grado di compensare i danni provocati dalle calamità naturali”, afferma Scognamiglio.  “La riconferma del Fondo di solidarietà nazionale offre una risposta importante alle difficoltà che gli operatori affrontano sempre più frequentemente”.   Secondo il presidente dell’associazione, gli eventi meteorologici estremi, sempre più intensi e ricorrenti a causa dei cambiamenti climatici, stanno mettendo a dura prova l’intera filiera ittica. Le conseguenze non riguardano soltanto la produttività delle imprese, ma si riflettono anche sull’occupazione e sulla tenuta economica di molte realtà che operano lungo le coste italiane.   Il Fondo del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, rifinanziato con una dotazione di 3 milioni di euro, viene considerato da Unci AgroAlimentare uno strumento essenziale per garantire maggiore sicurezza economica agli operatori del comparto e rafforzare la competitività delle imprese della pesca e dell’acquacoltura, protagoniste dell’economia del mare e dello sviluppo delle comunità costiere.  Scognamiglio riconosce inoltre il valore del provvedimento promosso dal ministro Francesco Lollobrigida, ritenendolo una risposta concreta alle esigenze manifestate dagli operatori del settore e un intervento utile a sostenere una filiera che continua a garantire prodotti ittici di qualità ai consumatori.  L’auspicio dell’associazione è ora quello di compiere un ulteriore passo avanti. “Il Fondo – conclude Scognamiglio – dovrebbe trasformarsi in uno strumento permanente e strutturale, capace di intervenire con tempestività ogni volta che calamità naturali o eventi climatici eccezionali colpiscono le attività della pesca e dell’acquacoltura, assicurando stabilità alle imprese e tutela ai lavoratori”.

di Marco Iandolo