Si riaccende il confronto politico sul destino delle risorse destinate alla Piattaforma Logistica della Valle Ufita. A rilanciare la polemica è il presidente provinciale della Lega Avellino, Ciro Aquino, che chiama in causa le recenti dichiarazioni del presidente di Confindustria Avellino, Angelo Petitto, rilasciate a Irpinia Tv, sostenendo che confermino le preoccupazioni espresse dal Carroccio sulla rimodulazione dei finanziamenti destinati al territorio. Secondo Aquino, le affermazioni del numero uno degli industriali irpini rappresentano “una presa di posizione autorevole, equilibrata e fondata sui fatti”. In particolare, il riferimento è alle parole con cui Petitto avrebbe evidenziato che “i fondi c’erano e sono stati tolti dalla Regione” e che si è passati “da qualcosa di certo a qualcosa di incerto”. Per il presidente provinciale della Lega, il nodo della vicenda riguarda gli atti amministrativi e non il confronto politico. “Il territorio – sostiene – non può accontentarsi di promesse future quando disponeva già di risorse certe per un’infrastruttura strategica come la Piattaforma Logistica della Valle Ufita”. Aquino condivide anche l’allarme lanciato da Petitto sulle reti idriche, ricordando come la Lega avesse già sollevato la questione nelle scorse settimane. “La misura è colma”, ribadisce, annunciando che il partito continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della vicenda. Nel dettaglio, secondo l’esponente leghista, se fossero confermate le modifiche alla programmazione finanziaria, l’Irpinia perderebbe circa 70 milioni di euro destinati agli interventi sulle reti idriche e 130 milioni di euro previsti per la Piattaforma Logistica della Valle Ufita, per un totale di 200 milioni di euro. Una cifra che, secondo Aquino, rischierebbe di compromettere investimenti considerati strategici per lo sviluppo economico e infrastrutturale della provincia. Da qui l’appello rivolto alla Regione Campania affinché faccia chiarezza sulla destinazione delle risorse e ripristini quelle inizialmente previste per il territorio irpino. “Non è una questione di appartenenza politica – conclude Aquino – ma di tutela del territorio, delle imprese, dei lavoratori e delle nuove generazioni. Duecento milioni di euro non rappresentano un semplice spostamento contabile, ma il futuro dell’Irpinia”.
di Marco Iandolo

