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Pnrr, Fitto ammette difficoltà nella spesa ma promette miglioramenti

In POLITICA
Marzo 14, 2024

Il ministro degli Affari europei, Sud, Politiche di coesione e Pnrr, Raffaele Fitto, è intervenuto in Aula alla Camera per fare il punto sulla situazione della spesa delle risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Nonostante le difficoltà ammesse dal ministro, soprattutto nella fase di attuazione del piano, sembra che l’agenda per lo sviluppo sia comunque in movimento, con impegni significativi registrati e prospettive di progresso nei mesi a venire.

Secondo le cifre presentate da Fitto, nei due anni 2021-2022, l’Italia ha speso 24 miliardi di euro, mentre per il 2023 è prevista una spesa di 21 miliardi. Questo porta ad un totale di 45 miliardi di euro già indirizzati verso progetti e iniziative previste dal Pnrr. Il ministro invita, inoltre, a comparare il rapporto percentuale di spesa dell’Italia con quello degli altri Paesi europei, per evidenziare l’impegno fatto nonostante gli ostacoli.

Tra le cause dei rallentamenti nella realizzazione degli interventi, Fitto ha segnalato alcune criticità del sistema Regis, il quale è incaricato di monitorare l’avanzamento del piano. Questo sistema necessiterebbe di implementazioni per favorire una più agevole gestione dei progetti. Altri ritardi sono attribuibili al caricamento dei progetti sulla piattaforma, un’operazione che deve ancora essere completata per diversi interventi.

In aggiunta, Fitto ha sottolineato che molti dei progetti, tra cui infrastrutture e medie opere, sono stati finora impegnati principalmente nella progettazione e nelle fasi di gara. Adesso si entra nella fase cruciale dell’avvio dei cantieri: è lecito aspettarsi, dunque, un incremento dei dati di spesa nei prossimi mesi, quando i lavori prenderanno concretamente il via.

La situazione delineata dal ministro e gli sforzi annunciatinon lasciano intravedere semplici soluzioni immediate, ma è chiaro che l’obiettivo è rendere effettive e tangibili le promesse di rinnovamento e sviluppo del Paese, portando a compimento un piano che rappresenta una chance storica per la ripresa economica e sociale dell’Italia nell’era post-pandemica.