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Polemiche e Tensioni in Formula 1: La FIA al Centro delle Controversie

In SPORT
Marzo 05, 2024

Il mondo della Formula 1 si trova di nuovo nell’occhio del ciclone mentre i motori si scaldano per il Gran Premio d’Arabia Saudita. Non sono soltanto i bolidi ad essere sotto i riflettori in questa seconda gara della stagione, ma anche le figure di spicco che reggono le sorti del circus. Mohammed Ben Sulayem, presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA), è recentemente finito sotto osservazione non solo per la sua gestione professionale, ma anche per vicende che toccano da vicino le competizioni e le squadre stesse.

Tra le questioni più discusse figura un intervento ritenuto inopportuno da parte di Ben Sulayem il quale, secondo quanto riportato da fonti anonime alla BBC, avrebbe annullato una penalità che era stata comminata a Fernando Alonso, pilota dell’Aston Martin, durante il Gran Premio Saudita di quest’anno. Questa mossa, ovviamente, non è passata inosservata e ha alimentato un clima di sospetto e diffidenza nei confronti della figura presidenziale della FIA.

Inoltre, l’accusa che inchioda il presidente è il suo presunto tentativo di boicottare l’approvazione del circuito di Las Vegas per il Gran Premio di novembre passato. L’entusiasmo generale che aveva accolto l’idea di una gara nella città del Nevada è apparso smorzato solo dalle riserve espresse da Max Verstappen. Tuttavia, la posizione di Ben Sulayem rimane avvolta nella nebbia, poiché le motivazioni di un suo interesse nel ritardare la certificazione non sono state chiarite. Il circuito stesso, peraltro, non è stato esente da criticità, come dimostra l’incidente capitato a Carlos Sainz, il cui bolide della Ferrari SF-23 è stato gravemente danneggiato da un tombino sollevato durante le prove libere.

A complicare ulteriormente lo scenario è la richiesta, sempre secondo fonti non confermate, che Ben Sulayem avrebbe avanzato a Verstappen di difendere pubblicamente Christian Horner, team principal della Red Bull, di cui il padre del campione del mondo, Jos, vorrebbe sbarazzarsi a seguito di presunte avances inappropriate verso una collaboratrice.

Nel frattempo, mentre queste vicende necessiterebbero di approfondimenti e verifiche, l’Arabia Saudita non frena i suoi progetti di investimento nello sport e sfoggia il rendering d’avanguardia del futuro circuito di Qiddiya, delineato per entrare in scena nel panorama della Formula 1 a partire dal 2028. Progettato dall’architetto di circuiti Hermann Tilke insieme all’ex pilota di F1 Alex Wurz, lo Speed Park intende rappresentare un ibrido tra tracciato stradale e permanente, con una configurazione variegata che include 21 curve e un dislivello notevole.

Mentre il sipario si alza su Gedda e i riflettori puntano sulle prestazioni in pista, le questioni extracorse continuano a turbare le acque di uno degli sport più seguiti e amati al mondo. Le risposte alle inquietanti domande sollevate dalle recenti controversie rimangono sospese e la curiosità si mescola all’apprensione per il futuro dell’organizzazione, in attesa che la verità emerga dai pit stop e dalle parole dei protagonisti.