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Prezzi del Trasporto Container alle Stelle a Seguito della Crisi nel Mar Rosso

In ECONOMIA
Gennaio 13, 2024
Tariffe Mercantili Impennate, Costi di Spedizione da Cina Raddoppiati e Prospettive di Ulteriori Aumenti

La situazione di stallo che affligge i corridoi marittimi critici sta avendo un impatto drammatico sull’economia globale, già provata dagli effetti persistenti della pandemia di Covid-19. Secondo uno studio recente pubblicato dall’Ispi, la turbolenza che ha colpito i flussi commerciali attraverso il Mar Rosso e i rallentamenti del Canale di Panama, causati da una siccità senza precedenti, hanno fatto schizzare i costi del trasporto container in misura allarmante.

La prima settimana di gennaio 2024 ha segnato un’escalation notevole nelle tariffe mercantili, con l’indice composito di Drewry per i container toccando l’incredibile cifra di 2.670 dollari per container da 40 piedi—un incremento del 61% rispetto ai valori precedenti. Questi numeri non solo sono superiori del 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma rappresentano un balzo dell’88% rispetto alle medie pre-pandemica del 2019. Un trend che evidenzia l’impatto concreto delle crisi logistiche e i cambiamenti climatici sull’economia globale.

Il fenomeno riguarda oltremodo i traffici dal più grande esportatore mondiale, la Cina. Le rotte da Shanghai verso i principali porti europei mostrano aumenti sbalorditivi: i noli verso Rotterdam sono cresciuti del 115%, con costi che si sono impennati da 1.910 dollari a 3.577 dollari, mentre verso Genova il rincaro è stato analogo, con un incremento del 114% da 2.222 dollari a 4.178 dollari. In confronto, i traffici verso Los Angeles appaiono modesti, limitandosi a una crescita del 30%.

Le proiezioni suggeriscono un orizzonte tutt’altro che sereno per il settore. Drewry anticipa la possibilità di ulteriori rincari delle tariffe spot est-ovest nelle settimane a venire, con le compagnie di navigazione che potrebbero imporre surcharges significative a fronte della dislocazione delle navi e dell’incremento dei costi assicurativi. Come riporta Angela Stefania Bergantino, ricercatrice dell’Università di Bari, la discontinuità della catena di approvvigionamento rappresenta un campanello d’allarme che non può essere ignorato.

Non vi è settore o consumatore che rimanga immune da queste variazioni di prezzo, con riflessi in cascata che si ripercuotono sull’intera filiera produttiva e distributiva. Gli esperti sollecitano quindi una riflessione profonda su sistemi più resilienti e diversificati per il commercio e il trasporto marittimo, anche in previsione di possibili ulteriori eventi climatici e geopolitici che potrebbero ulteriormente ostacolare i delicati equilibri su cui si basa il libero scambio mondiale.

Nel frattempo, produttori e consumatori devono prepararsi all’inevitabilità di costi maggiori e a potenziali ritardi nella consegna delle merci. La necessità di strategie globali volte a mitigare l’impatto di tali crisi sembra non solo opportuna, ma urgentemente necessaria per preservare la stabilità economica e la continuità commerciale a livello internazionale.