La corsa per la Presidenza della Provincia di Avellino entra nella fase decisiva e, salvo clamorosi colpi di scena, il nome destinato a raccogliere il consenso più ampio sembra ormai essere quello di Fausto Picone. Attorno al sindaco di Candida si starebbe infatti consolidando un asse politico-amministrativo capace di mettere insieme pezzi importanti del centrosinistra moderato, amministratori civici e una significativa fetta dei sindaci del centrodestra, al netto delle appartenenze ufficiali di partito. Alla base della possibile affermazione di Picone vi sarebbe soprattutto l’intesa maturata tra i consiglieri regionali Maurizio Petracca ed Enzo Alaia, un accordo politico che starebbe ridisegnando gli equilibri provinciali in vista del voto di secondo livello di Palazzo Caracciolo. Un’intesa che avrebbe trovato terreno fertile anche tra molti amministratori locali dell’area moderata e del centrodestra, sempre più orientati a sostenere una candidatura ritenuta pragmatica e amministrativamente affidabile. Sul fronte opposto resterebbe invece la posizione di Angelo Antonio D’Agostino, che continuerebbe a guardare con favore al presidente uscente Rizieri Buonopane. Una scelta che però, almeno allo stato attuale, non sembrerebbe sufficiente a frenare la crescita del consenso attorno a Picone. L’eventuale elezione del sindaco di Candida aprirebbe immediatamente anche il dossier relativo alla vicepresidenza della Provincia. In pole position vi sarebbero due figure di peso del Consiglio provinciale: Marcantonio Spera, capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Caracciolo, e Marino Sarno, capogruppo di Forza Italia in Consiglio provinciale. Due profili differenti ma entrambi considerati strategici nella costruzione della futura maggioranza. Secondo indiscrezioni raccolte negli ambienti politici irpini, Picone avrebbe già chiarito la propria linea: deleghe e responsabilità saranno assegnate esclusivamente a chi sosterrà concretamente il nuovo progetto amministrativo. Una posizione che segnerebbe una netta discontinuità rispetto agli ultimi anni, quando la distribuzione delle deleghe appariva molto più ampia ma il baricentro decisionale restava sostanzialmente concentrato nelle mani del presidente. L’idea del sindaco di Candida sarebbe quella di definire con chiarezza maggioranza e opposizione, superando definitivamente la stagione delle deleghe diffuse senza reale autonomia politica. Una scelta che potrebbe ridare centralità al Consiglio provinciale e rendere più leggibile l’assetto politico-amministrativo dell’ente. Parallelamente si starebbe già lavorando anche alla composizione della futura macchina di supporto del presidente. Picone, infatti, starebbe valutando l’inserimento nel proprio gabinetto di figure tecniche di alto profilo. Tra i nomi circolati nelle ultime ore vi sarebbe quello di un professionista irpino attualmente dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze, a Roma, destinato eventualmente a ricoprire il ruolo di capo di gabinetto con funzioni di coordinamento amministrativo. Movimenti importanti si registrano anche nelle società partecipate e negli enti collegati al sistema provinciale. Per Sistema Irpinia prenderebbe quota il profilo di un professionista della comunicazione vicino all’entourage del consigliere regionale Alaia, scenario che finirebbe per ridurre sensibilmente le possibilità di Gerardo Capozza. Per quanto riguarda invece IrpiniAmbiente, tornerebbe in campo il nome di Domenico Gambacorta, anche se sullo sfondo resterebbe la figura di Paolo Spagnuolo, già presidente dell’Acs di Avellino e tra i possibili protagonisti della partita provinciale. Non si esclude che proprio Spagnuolo possa decidere di rinunciare definitivamente alla corsa per Palazzo Caracciolo. Per il Consorzio Asi, infine, il nome che starebbe avanzando con maggiore forza sarebbe quello di Nicola Giordano. Dopo aver preso atto della prospettiva di restare all’opposizione al Comune di Avellino anche nella prossima consiliatura, Giordano avrebbe chiesto a Petracca la possibilità di guidare il Consorzio per lo Sviluppo Industriale. Il mosaico politico-amministrativo irpino, dunque, sembra comporsi con sorprendente rapidità. E al centro di questa nuova fase emerge proprio Fausto Picone, amministratore considerato profondo conoscitore dei meccanismi istituzionali e delle dinamiche interne ai partiti, capace di muoversi tra mediazione politica e concretezza amministrativa. Una qualità che, nelle ultime settimane, avrebbe convinto sempre più amministratori locali a scommettere sulla sua leadership per il futuro della Provincia di Avellino.
di Marco Iandolo

