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Quattordici nuovi santi proclamati in Piazza San Pietro

In POLITICA
Ottobre 20, 2024

In una giornata storica per la Chiesa cattolica, Papa Francesco ha presieduto la solenne cerimonia di canonizzazione di quattordici Beati nella suggestiva cornice di Piazza San Pietro. Un evento che ha visto la partecipazione di numerosi fedeli e di una figura istituzionale di spicco, il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, evidenziando il profondo legame tra la nazione e la sua radice cattolica.

Tra i nuovi santi, troviamo figure di spessore storico e spirituale, provenienti da diversi contesti e paesi. Emblematica è la storia degli undici Martiri di Damasco, francescani e laici maroniti, i quali hanno pagato con la vita il loro impegno religioso e missionario in un tragico attacco al loro convento in Siria nel 1860. La loro testimonianza si erge come simbolo di fede e sacrificio.

Dall’Italia, due nuovi santi sono stati elevati agli altari: padre Giuseppe Allamano, fondatore dei Missionari della Consolata, noto per il suo spirito fervente e missionario, e Elena Guerra, fondatrice delle Suore di Santa Zita, soprannominata l'”apostola dello Spirito Santo” per il suo impegno nella promozione della devozione allo Spirito Santo.

La cerimonia ha offerto anche l’occasione per riflettere su alcuni punti salienti della dottrina cristiana, come sottolineato nell’omelia di Papa Francesco. Il Pontefice ha rimarcato il valore del servizio come stile di vita cristiano, opponendolo alla ricerca del potere. “Un cristiano deve aspirare al servizio, non al potere”, ha dichiarato il Papa, enfatizzando come il vero potere risieda nell’agire per gli altri e nella capacità di servire senza cercare ritorno.

Una critica velata è stata rivolta anche a chi, all’interno della stessa Chiesa, si lascia guidare da aspirazioni di onore e dominio, deviando dal vero percorso cristiano che invece dovrebbe essere guidato dalla vicinanza, compassione e tenerezza, elementi questi che costituiscono lo stile di Dio stesso.

La presenza di Sergio Mattarella alla cerimonia non è solo una forma di cortesia istituzionale ma riafferma il profondo legame tra lo Stato italiano e la Chiesa, ribadendo l’importanza del cristianesimo come valore storico e culturale dal quale la Repubblica stessa origina. La sua partecipazione enfatizza il rispetto e il riconoscimento del ruolo sociale e spirituale che la Chiesa continua ad avere in Italia e nel mondo.

L’invito finale del Papa a chiedere l’intercessione dei nuovi santi per diventare a nostra volta testimoni di speranza per il mondo riecheggia come un monito, ma anche come un incoraggiamento a vivere la fede in maniera attiva e generosa. Con queste nuove canonizzazioni, la Chiesa cattolica non solo ricorda il passato e onora i suoi martiri, ma proietta anche il proprio messaggio verso il futuro, sottolineando la continuità e l’evoluzione del proprio insegnamento spirituale e sociale.