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Rivoluzione ai vertici di Petrobras: Lula sostituisce Jean Paul Prates

In ECONOMIA
Maggio 15, 2024

In un movimento sorprendente che ha scosso il settore energetico brasiliano, il presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha deciso di revocare l’incarico a Jean Paul Prates, direttore di Petrobras, soltanto pochi mesi dopo la sua nomina avvenuta ad inizio gennaio 2023. Questo cambio di leadership arriva in un momento molto delicato per uno dei maggiori colossi petroliferi al mondo, evidenziando possibili tensioni interne e preoccupazioni per l’indipendenza aziendale.

La destituzione di Prates, una figura chiave nominata direttamente da Lula, è il risultato di una lunga disputa con il governo riguardo alla politica di distribuzione dei dividendi della società. La materia di contesa principale si è sviluppata attorno alla decisione di Prates di trattenere il 50% degli straordinari dividendi dell’azienda, mosso che ha causato una significativa caduta delle azioni di Petrobras, innescando grande malcontento tra gli investitori e le autorità governative.

L’impatto di questa decisione è stato tangibile e immediato: le azioni privilegiate di Petrobras hanno subìto un tracollo dell’8% al momento dell’apertura delle attività borsistiche, evocando una perdita di 46,7 miliardi di reais di capitalizzazione di mercato. Si tratta di una somma considerevole, superiore persino al valore di mercato totalizzato da giganti come Tim. Le preoccupazioni del mercato non sono infondate, data l’history tumultuosa di Petrobras, che solo poco tempo fa stava emergendo dall’ombra lasciata dallo scandalo di corruzione del 2014 noto come “Lava Jato”.

Il nuovo capitano scelto per navigare nella tormentata marea è Magda Chambriard, ingegnere esperto, già a capo dell’Agenzia nazionale del petrolio durante il governo di Dilma Rousseff tra il 2012 e il 2016. Si profila quindi una figura con un notevole background nel settore, che dovrà ora guidare la compagnia in un periodo di notevoli sfide economiche e politiche. Durante il suo precedente mandato, Chambriard ha dovuto gestire la politica dei prezzi del carburante, un tema ancora scottante per la gestione attuale, tematiche che non mancheranno di interessare il suo nuovo ruolo.

La transizione da Bolsonaro a Lula ha rappresentato una svolta nella politica energetica del Brasile, con un forte stop ai tentativi di privatizzazione e un possibile ritorno a una maggiore influenza governativa nell’amministrazione di Petrobras. Questo scenario solleva questioni essenziali riguardo alla possibile ripetizione di vecchi errori che potrebbero compromettere la competitività e l’indipendenza di un gigante economico vitale non solo per il Brasile ma per l’intero mercato globale dell’energia.

La comunità finanziaria internazionale osserva con cautela i futuri sviluppi, attenta alle possibili implicazioni di questa mossa a lungo termine, sperando che la nuova leadership possa stabilizzare la situazione e rafforzare la fiducia degli investitori. La direzione che Petrobras prenderà potrebbe avere ripercussioni non solo sulle dinamiche interne del Brasile, ma anche sulle strategie energetiche globali, in un momento in cui il mondo cerca di bilanciare crescita economica e sostenibilità.