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Rivoluzione nel Cielo: Italia in Prima Linea per la Creazione di Aerei del Futuro

In ECONOMIA
Maggio 10, 2024

Un importante progetto si sta materializzando nell’ambito dell’aviazione e vede il nostro Paese come protagonista di un ambizioso attacco alle problematiche di sostenibilità ambientale e efficienza energetica. In questi ultimi anni, l’industria aeronautica è stata sotto osservazione per il suo impatto ambientale, di conseguenza, la ricerca di soluzioni per un settore più verde è diventata una priorità. Il Politecnico di Torino, un’istituzione leader in Italia nell’ambito dell’ingegneria e delle tecnologie innovative, è al centro di questa rivoluzione con il progetto Mimosa, che promette di riscrivere le regole nella costruzione degli aeromobili.

Il nome Mimosa (Multimaterial airframes based on 3D joints between Am metals and carbon-fiber composites) rappresenta un progetto che esplora frontiere tecnologiche avanzate, combinando materiali compositi in fibra di carbonio con metalli lavorati attraverso tecniche di additive manufacturing. Questo mix innovativo elimina la necessità di elementi di collegamento meccanico, sbloccando nuove possibilità nella modularità e nell’efficienza di assemblaggio.

Nato alla fine del 2022, il progetto raccoglie il finanziamento di Horizon Europe, programma dell’Unione Europea rivolto alla ricerca e all’innovazione. Il focus principale di Mimosa è quello di creare strutture aeronautiche significativamente più leggere e resistenti, con l’obiettivo non solo di ridurre il consumo di carburante e le emissioni di CO2, ma anche di minimizzare il fabbisogno di materie prime, perseguendo una logica di economia circolare.

Sotto la guida esperta del Professor Giorgio De Pasquale, responsabile dello Smart Structures and Systems Lab presso il dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale del Politecnico, il team di Mimosa comprende sei aziende innovative e due centri di ricerca. Tra i nomi illustri figurano Leonardo, gigante dell’industria italiana, e Tüv Italia, parte del gruppo Tüv Süd. Anche startup come F3nice e aziende nei settori della meccanica e dei materiali compositi contribuiscono con la loro expertise.

Mimosa ha anche una componente di sostenibilità estremamente rilevante: al termine del loro ciclo di vita, le strutture aerodinamiche realizzate possono essere completamente rigenerate. Questo è reso possibile attraverso un processo di atomizzazione, che trasforma gli scarti metallici in una polvere fine, riutilizzabile nell’additive manufacturing. Un esempio concreto di come l’industria possa ridurre gli sprechi e reimpiegare efficacemente le risorse.

Il 15 maggio, in un workshop ospitato presso il Museo dell’Automobile di Torino, i risultati iniziali di questo innovativo progetto saranno svelati. Sarà anche l’occasione per discutere le potenzialità della manifattura additiva in ambito aerospaziale, ponendo le basi per un futuro in cui l’aeronautica possa essere effettivamente sostenibile e meno impattante per l’ambiente.

Questi sforzi non solo simbolizzano un passo significativo verso un’industria aeronautica più responsabile, ma segnalano anche l’importante contributo che l’Italia sta dando a questo settore. Il progetto Mimosa si distingue come un esempio di come tecnologia avanzata e sostenibilità possano andare di pari passo, delineando un nuovo orizzonte per l’aviazione del futuro.