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Rivoluzione Verde negli Appalti Pubblici Italiani: Un Futuro Sostenibile e Rinnovato

In ECONOMIA
Maggio 15, 2024

Se la politica italiana avesse preso una svolta più verde nel settore degli appalti pubblici a partire dal 2019, oggi potremmo osservare un netto calo delle emissioni nocive, quantificabile in un -5,8%. Questa non è una supposizione azzardata, bensì il risultato di un approfondito studio realizzato dalla Fondazione Ecosistemi e presentato recentemente a Roma durante il Forum Compraverde Buygreen.

Il ricorso a criteri sostenibili nella gestione degli appalti pubblici, in effetti, non sarebbe solo una vittoria per l’ambiente ma avrebbe anche portato benefici tangibili all’economia italiana. Parliamo di una possibile reindirizzazione di ben 8 miliardi di euro verso iniziative ecologiche, con il vantaggio aggiuntivo di creare circa 31.000 nuovi posti di lavoro nel territorio nazionale. In particolare, sarebbe stato interessante osservare che il 6% di questi posti di lavoro sarebbe derivato dalla rilocalizzazione in Italia di attività precedentemente spostate all’estero.

Il potenziale impatto di scelte simili non è confinato unicamente ai confini italiani. Guardando al contesto europeo, il limite delle emissioni provenienti dagli acquisti pubblici relativi a materiali pesanti, veicoli e viveri avrebbe mosso circa 86 miliardi di euro all’anno verso settori verdi. Le aziende europee avrebbero visto crescere le loro vendite di circa 6 miliardi di euro annui, con evidenti vantaggi per la bilancia commerciale del continente. La proposta di un “Buy European and Sustainable Act” si stima potrebbe essere un catalizzatore per la creazione di circa 384.000 posti di lavoro ecologici nell’Unione Europea, di cui il 30.000 ricondotte da delocalizzazioni.

Questi dati sollevano riflessioni fondamentali sulla direzione che potrebbe prendere la politica economica nazionale ed europea. L’integrazione piena della sostenibilità nei principi che regolano gli appalti pubblici rappresenta una strategia imprescindibile, non solo per il benessere dell’ecosistema, ma anche come volano di crescita economica e di riconquista di una certa autonomia produttiva.

A fronte di queste evidenze, diventa inevitabile interrogarsi sulle politiche attuali e sulle loro eventuali lacune. L’adesione alla sostenibilità non può essere vista solo come una risposta etica alle sfide ambientali, ma una scelta strategica a lungo termine che avvalora l’economia in una dimensione di rispetto ambientale e di giustizia sociale.

In conclusione, il futuro degli appalti pubblici e della crescita economica in Italia ed Europa pare dipingere una traiettoria che non può prescindere dall’ambiente. Ridurre le emissioni, rimpatriare l’occupazione e stimolare la crescita verde non sono più opzioni, ma necessità impellenti delineate chiaramente dai numeri e dagli studi recenti. Ancora una volta, l’economia e l’ecologia appaiono non solo compatibili, ma inscindibilmente correlate in una visione di progresso condiviso.