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Rocchi Appella al Rispetto del Silenzio Arbitrale nel Post-Partita

In SPORT
Gennaio 12, 2024
Il designatore arbitrale invoca la "regola inglese" per un dibattito più pacato e meno influenzato dalle emozioni immediate delle gare.

In una recente riunione a Coverciano, volta a fare il punto sulla stagione calcistica attuale, il designatore arbitrale Gianluca Rocchi ha lanciato un appello inusuale ma significativo: imporre un periodo di silenzio di 12 ore dopo ogni partita prima di iniziare qualsiasi discussione o critica nei confronti dell’operato arbitrale.

Il suggerimento di Rocchi trae spunto da una consolidata prassi in Inghilterra, paese in cui è in vigore il costume di evitare di parlare degli arbitri nel immediato post-gara. Lo scopo di questa “regola non scritta” sarebbe quello di ridurre il calore delle polemiche e di consentire una riflessione più oggettiva sugli eventi della partita, mantenendo l’attenzione focalizzata sul gioco e non sulle decisioni arbitrali.

Durante l’incontro, Rocchi ha evidenziato come troppo spesso gli arbitri divengano capri espiatori per sviare l’attenzione da errori e responsabilità di squadre e allenatori. Nel sottolineare questo punto, Rocchi suggerisce che un periodo di riflessione dopo le partite sarebbe benefico per tutti, permettendo un dibattito più equo e meno emotivo.

Il designatore ha anche indicato che nel girone di ritorno sarà fondamentale affrontare alcune problematiche, tra cui la riduzione del numero di persone presenti in campo, che secondo lui contribuiscono ad aumentare le tensioni durante le gare. Il congestione di panchine e di personale addizionale, che talvolta raggiunge cifre come 50-60 persone, si configura come un elemento disturbante che può influire negativamente sull’andamento della partita e sul lavoro degli ufficiali di gara.

Oltre a richiamare a un maggior decoro nel post-partita, Rocchi si è soffermato sull’esigenza di migliorare anche la coerenza delle decisioni prese dagli arbitri in campo e al VAR, auspicando un clima più sereno che possa favorire un arbitrato più chiaro e consapevole.

L’invito di Gianluca Rocchi ha riacceso il dibattito sulla figura dell’arbitro nel calcio moderno, un ruolo sempre più sotto i riflettori e spesso oggetto di critiche e analisi accese. La proposta di un “periodo di silenzio” come strumento per garantire una discussione più ponderata e meno influenzata dai caldi animi post-gara sta già riscuotendo diversi commenti nel mondo del calcio, con opinioni che spaziano dal forte sostegno fino a una dose di scetticismo sul reale impatto che una simile misura potrà avere sulla narrazione del calcio italiano.