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Scompiglio Politico a Pescara: Riflessioni Post-Elezioni

In POLITICA
Giugno 11, 2024

In seguito alle recenti elezioni comunali a Pescara, il panorama politico locale ha mostrato una divisione crescente e rivelato serie riflessioni all’interno dei partiti coinvolti. Camillo D’Alessandro, presidente regionale di Italia Viva in Abruzzo, ha esplicitamente assunto la responsabilità politica del risultato mediocre ottenuto, ponendo l’attenzione su una serie di scelte discutibili e sulla necessità di una profonda introspezione strategica.

Gianluca Fusilli, nonostante il breve preavviso e il limitato tempo a disposizione, è riuscito a ottenere un apprezzabile 1,73% dei voti, un risultato superiore a quello della lista che lo sosteneva, ma inferiore alle aspettative generali. Malgrado l’efficace impegno individuale di Fusilli, la coalizione ‘Stati Uniti d’Europa’, creata in suo supporto, è stata criticata per non aver fornito un adeguato appoggio e per non aver interpretato correttamente l’animo e le esigenze degli elettori pescaresi.

Il processo decisionale per la scelta del candidato sindaco è stato al centro delle critiche di D’Alessandro. Il rifiuto delle primarie e l’imposizione di veti hanno evidenziato una gestione chiusa e poco inclusiva, fattori che hanno contribuito alla frantumazione dell’alleanza precedentemente solidificata insieme a D’Amico durante le elezioni regionali. Questa scelta centralizzata ha inasprito ulteriormente le divisioni interne, regalando di fatto un vantaggio non trascurabile al sindaco uscente Carlo Masci, che ha ultimamente ottenuto la re-elezione.

Controversie hanno circondato anche la figura politica di Giuseppe Conte, il cui dominio decisionale sulla coalizione di Pescara dalla lontana Puglia è stato visto come un paradosso, soprattutto considerando la critica mossa da Italia Viva verso la candidatura di Lorenzo Marsilio alle regionali, osteggiata sulla base della sua non appartenenza territoriale.

Le riflessioni di D’Alessandro si sono estese anche a D’Amico, il quale viene visto come una figura chiave durante le regionali, ma la cui influenza è stata considerata assai ridimensionata nelle ultime amministrative. Secondo D’Alessandro questo è un esempio emblematico delle dinamiche che hanno indebolito la coalizione e minato la fiducia dell’elettorato.

In conclusione, D’Alessandro non ha solo delineato i problemi attuali, ma ha anche sottolineato la necessità di un imminente rinnovamento e di un ripensamento profondo delle strategie e delle alleanze politiche. L’obiettivo è far rinascere una sinergia e un senso di appartenenza vero all’interno della coalizione, capace di connettersi autenticamente con le aspettative e i bisogni dei cittadini di Pescara e dell’Abruzzo in generale.