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Terremoto devasta l’Afghanistan orientale: oltre 600 morti e centinaia di feriti.

In CRONACA
Settembre 01, 2025
Secondo il portavoce del ministero dell’Interno Abdul Mateen Qani, nella sola provincia di Kunar sono morte circa 610 persone e altre 1.300 sono rimaste ferite, con interi villaggi rasi al suolo.

Un violento terremoto di magnitudo 6.0 ha colpito nella notte tra domenica 31 agosto e lunedì 1 settembre la regione orientale dell’Afghanistan, causando la morte di oltre 600 persone e ferendone almeno 1.500. L’epicentro è stato localizzato nella provincia di Kunar, a circa 27 km a est-nordest della città di Jalalabad, vicino al confine con la provincia di Nangarhar. Secondo il portavoce del ministero dell’Interno Abdul Mateen Qani, nella sola provincia di Kunar sono morte circa 610 persone e altre 1.300 sono rimaste ferite, con interi villaggi rasi al suolo. Nella vicina Nangarhar, invece, si contano almeno 12 morti e 255 feriti. Numerosi edifici e abitazioni sono stati gravemente danneggiati o completamente distrutti.   La zona colpita è montuosa e isolata, e le squadre di soccorso, guidate dalle autorità sanitarie di Kabul e dai talebani, stanno incontrando grandi difficoltà nel raggiungere le aree più remote. Strade franate e villaggi isolati rallentano le operazioni di emergenza, mentre l’ONU e la Mezzaluna Rossa afgana hanno lanciato appelli per assistenza internazionale.  Le scosse del terremoto, caratterizzate da una profondità molto bassa di circa 8-10 km, hanno reso particolarmente distruttivo il sisma. Alcuni aftershock di magnitudo tra 4.5 e 5.2 hanno aggravato la situazione, danneggiando ulteriormente edifici già compromessi.  Il portavoce talebano Zabihullah Mujahid ha dichiarato che “tutte le risorse disponibili saranno impiegate per salvare vite umane”. Tuttavia, le condizioni geografiche e le infrastrutture fragili rendono il soccorso particolarmente complesso.  Questo terremoto rappresenta una delle tragedie più gravi degli ultimi anni in Afghanistan orientale, un’area già duramente colpita da conflitti e carenze infrastrutturali. Il bilancio delle vittime potrebbe aumentare nelle prossime ore, man mano che le squadre di emergenza raggiungeranno i villaggi più isolati. Le autorità locali e le organizzazioni internazionali continuano a coordinare gli sforzi per portare cibo, acqua, medicinali e assistenza sanitaria alle popolazioni colpite, mentre la comunità internazionale monitora la situazione per fornire supporto urgente.

dalla redazione