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Terzigno, truffa dello “specchietto”, un barattolo di cera e un cric per fare leva sulla vittima.

In CAMPANIA, CRONACA, NAPOLI
Dicembre 14, 2024
35enne arrestato dai Carabinieri.

L’universo delle truffe conosce trame intricatissime, trucchi e messinscene tra i più vari e complessi. Nel campionario c’è di tutto: dall’inganno agli anziani al phishing, dallo smishing al romance scam.  Sfogliando l’elenco anche vishing, Schemi Ponzi, truffe delle lotterie, del supporto tecnico, del finto maresciallo. Finti annunci di lavoro o pacchetti vacanza, truffe religiose. E poi la truffa dello “specchietto”.  Gli “attori” fanno credere alle vittime di aver danneggiato il loro specchietto retrovisore o un’altra parte dell’auto, cercando poi di ottenere denaro come risarcimento.  Si parte da un danno creato ad arte al proprio veicolo, utilizzando sassi o altri oggetti per simulare il rumore di impatto.   La vittima, spesso anziana o neopatentata, ferma l’auto, il truffatore mostra il danno e chiede un risarcimento. Lo fa proponendo un accordo informale, per evitare di coinvolgere le assicurazioni e alzarne il premio. La richiesta è generalmente ragionevole così la vittima finisce per cascarci e paga.  E’ esattamente quello che è successo ieri sera a Terzigno.  Il copione è sostanzialmente quello raccontato poco fa, con una minaccia e un cric come varianti sul tema.   Il truffatore lamenta un danno al paraurti e allo sportello. Poi propone un accordo ma la ritrosia della vittima impone una svolta.  Si passa alle minacce e poi al cric come deterrente.  I carabinieri della stazione di Terzigno arrivano in quel preciso istante.   Si rivolgono all’uomo armato, chiedendo spiegazioni. Lui cambia atteggiamento e fa per allontanarsi. La vittima, intanto, racconta quei pochi secondi e diventa tutto più chiaro.  In manette per tentate estorsione e truffa finirà Bruno Abbruzzese, 35enne di Terzigno già noto alle forze dell’ordine.  Nella sua auto un barattolo di cera nera, utilizzata verosimilmente per simulare graffi sulla carrozzeria.  Abbruzzese è finito in carcere, in attesa di giudizio.

di Marco Iandolo