A seguito di una dettagliata indagine condotta da Demoskopika e pubblicata in anteprima dall’ANSA, emergono dati significativi relativi al settore turistico italiano per il mese di agosto. Con un aumento del 3,2% rispetto al 2023, si prevede oltre 18,2 milioni di arrivi in Italia, la cui composizione mostra un saldo positivo grazie soprattutto ai turisti internazionali, stimati in 8,8 milioni col segno più dell’8%.
Il turismo, motore vitale dell’economia italiana, pare dunque mantenere una traiettoria di crescita, nonostante l’incombente sfida dell’inflazione, che registra un’accelerazione preoccupante, soprattutto nel comparto dei servizi legati all’accoglienza e alla gastronomia. I consumi turistici genereranno una spesa complessiva che si aggira intorno ai 18,8 miliardi di euro, presentando un aumento del 4,7% rispetto al precedente anno.
La provenienza dei flussi turistici vede in prima linea la Germania, attribuita con il punteggio massimo di attrattività (100 punti), seguita dagli Stati Uniti (80 punti) e dal Regno Unito (79 punti). Non mancano buone performance da parte di Paesi Bassi, Francia, Svizzera e Austria, tutti con valutazioni superiori ai 70 punti.
In risposta alle pressioni inflazionistiche, la dinamica dei prezzi nel settore turistico vede un’escalation. Demoskopika registra un’inflazione mensile del 1,2% e annua del 3,6%, valore quasi quintuplicato rispetto all’inflazione generale. Questo pesa principalmente sui servizi di alloggio e di ristorazione, che assorbono l’86% dell’incremento dei prezzi.
Analizzando l’Italia in confronto ad altre mete turistiche del continente, emerge che l’inflazione del settore, nonostante sia elevata, si posiziona tra le meno aggressive in Europa, con l’Italia al quarto posto dopo Svezia, Francia e Portogallo; mentre Paesi come i Paesi Bassi e la Polonia testimoniano un incremento più marcato.
Una soluzione innovativa proposta da Raffaele Rio, presidente di Demoskopika, è l’introduzione del “Tourism Prime Day”. Questo evento, che si svolgerebbe due volte l’anno, offrirebbe significative riduzioni di prezzo su viaggi, alloggi e attività turistiche per 48 ore. L’idea è quella di stimolare la domanda nelle stagioni meno affollate e di rendere il turismo più accessibile, contribuendo anche a ridurre l’inflazione settoriale con un impatto stimato tra lo 0,2% e l’1% sull’inflazione annuale.
Questa iniziativa non solo migliorerebbe la distribuzione dei flussi turistici lungo l’anno, ma potrebbe anche valorizzare destinazioni meno conosciute, migliorando la loro reputazione e visita. In un mercato globalizzato in cui il turismo rappresenta un segmento cruciale per l’economia nazionale, controllare l’inflazione e promuovere iniziative competitive è fondamentale per mantenere l’attrattività del settore. Le strategie future dovranno quindi bilanciare crescita e sostenibilità, per assicurare che l’Italia resti una delle destinazioni più amate a livello mondiale.
