Il futuro della guida dell’Ufficio scolastico provinciale di Avellino torna al centro dell’attenzione, ma è opportuno distinguere con chiarezza il confronto politico dalle valutazioni amministrative e professionali che riguardano il conferimento degli incarichi dirigenziali. La scelta di chi sarà chiamato a guidare l’Ufficio scolastico non appartiene infatti alla dialettica tra partiti né può essere ricondotta agli orientamenti delle singole forze politiche. Si tratta di un incarico dirigenziale la cui attribuzione compete all’amministrazione e passa attraverso la valutazione dei requisiti previsti, delle competenze professionali, dell’esperienza maturata e del curriculum. In questa cornice va letta anche la discussione sviluppatasi nelle ultime ore intorno alla possibile continuità della dottoressa Fiorella Pagliuca alla guida dell’Ufficio scolastico di Avellino. La segretaria provinciale della Lega, Maria Sabina Galasso, ha chiarito di non aver mai espresso valutazioni negative sull’operato della dirigente e di non aver sostenuto candidature alternative. Una precisazione che contribuisce soprattutto a evitare che una questione di natura amministrativa e professionale venga rappresentata impropriamente come terreno di contrapposizione politica. Non emerge, dunque, un confronto tra la Lega e l’attuale dirigente dell’Ufficio scolastico. E, più in generale, l’eventuale posizione di una forza politica non può essere considerata determinante rispetto a una procedura che segue criteri e responsabilità propri dell’amministrazione scolastica. Il direttivo provinciale della Lega convocato per martedì potrà naturalmente rappresentare un’occasione di confronto sui problemi della scuola irpina e sulle esigenze che arrivano dal territorio. Ma si tratta di un piano distinto rispetto alle valutazioni che competono agli organismi chiamati a conferire gli incarichi dirigenziali. Ed è proprio riportando la questione sul terreno professionale che assume particolare rilievo il lavoro svolto in questi anni da Fiorella Pagliuca. Alla guida dell’Ufficio scolastico provinciale, Pagliuca ha dovuto gestire una struttura chiamata quotidianamente ad affrontare una mole particolarmente significativa di attività e responsabilità, in una fase complessa per l’intero sistema dell’istruzione. Dalla gestione degli organici e del personale alle delicate operazioni che accompagnano l’avvio di ogni anno scolastico, dall’inclusione al sostegno alle istituzioni scolastiche, fino al rapporto con dirigenti, docenti, famiglie, amministrazioni locali e rappresentanti del territorio, l’Ufficio ha rappresentato un punto di riferimento costante per la scuola irpina. Un lavoro amministrativo e istituzionale imponente, spesso poco visibile all’esterno, che ha richiesto capacità organizzativa, conoscenza del sistema scolastico e continuità nell’interlocuzione con le diverse componenti del territorio. A rendere ancora più complesso questo compito sono le caratteristiche della provincia di Avellino, segnata dalla presenza di numerosi piccoli comuni e aree interne e chiamata ad affrontare questioni delicate come il dimensionamento della rete scolastica, la riduzione della popolazione studentesca, la tutela dei presìdi educativi territoriali e le esigenze di studenti e personale. È su questo terreno che il percorso professionale della dirigente può essere valutato. La continuità o meno alla guida dell’Ufficio scolastico provinciale non dovrebbe pertanto essere letta attraverso la lente delle appartenenze o degli equilibri politici, ma alla luce delle valutazioni che spettano all’amministrazione competente e che riguardano esperienza, curriculum, capacità professionali e lavoro svolto. Da questo punto di vista, l’attività portata avanti da Pagliuca costituisce un elemento significativo: anni nei quali l’Ufficio ha assicurato continuità amministrativa e affrontato le numerose criticità che caratterizzano il funzionamento quotidiano del sistema scolastico provinciale. Le dichiarazioni di Galasso contribuiscono quindi a ricondurre la vicenda entro confini più corretti. Nessun giudizio negativo sull’operato della dirigente e nessuna candidatura alternativa sostenuta dalla segretaria provinciale. Il confronto della Lega potrà invece concentrarsi sulle questioni rispetto alle quali la politica può legittimamente esprimere indirizzi e proposte: edilizia scolastica, servizi, diritto allo studio, organizzazione della rete territoriale, esigenze delle aree interne e programmazione dell’offerta formativa. Sono temi sui quali il contributo delle forze politiche può inserirsi nel normale confronto istituzionale. Diverso è il piano della scelta della dirigenza dell’Ufficio scolastico, che resta affidata alle procedure e alle valutazioni dell’amministrazione competente. In questa prospettiva, più che interrogarsi sul sostegno o sull’opposizione di questo o quel partito, l’attenzione torna inevitabilmente sul profilo professionale e sui risultati dell’esperienza maturata alla guida dell’Ufficio. Ed è qui che il lavoro svolto da Fiorella Pagliuca assume il suo peso: non come elemento di una contesa politica, ma come parte di un percorso professionale che sarà valutato, insieme agli altri elementi previsti, nelle sedi competenti. La scuola irpina ha bisogno soprattutto di competenza, conoscenza del territorio, capacità amministrativa e continuità istituzionale. È su questi parametri, e non sugli equilibri tra le forze politiche, che va ricondotto il confronto sul futuro della guida dell’Ufficio scolastico provinciale di Avellino.
di Marco Iandolo

