Venticinque anni dopo, il tempo non ha cancellato il ricordo dell’11 settembre 2001. A New York, nel luogo diventato simbolo di una delle pagine più drammatiche della storia contemporanea, migliaia di persone sono tornate al memoriale di Ground Zero per rendere omaggio alle vittime degli attentati terroristici che sconvolsero gli Stati Uniti e il mondo intero. Come ogni anno, la cerimonia si è trasformata in un momento di raccoglimento e memoria. Nomi, volti e storie sono tornati al centro della commemorazione, mentre familiari delle vittime, autorità e cittadini si sono riuniti nel luogo dove sorgevano le Torri Gemelle. Tra i presenti anche due ex presidenti degli Stati Uniti, Bill Clinton e Barack Obama, seduti l’uno accanto all’altro durante la cerimonia. Con Obama c’era anche la moglie Michelle. Una presenza che ha sottolineato ancora una volta il carattere nazionale della ricorrenza, capace di attraversare generazioni e stagioni politiche differenti. A Ground Zero, tra i primi ad arrivare, anche Zohran Mamdani, sindaco di New York, che ha stretto la mano a Rudolph Giuliani, l’ex primo cittadino della metropoli che guidò la città nei giorni drammatici successivi agli attentati. La commemorazione ha riunito esponenti delle istituzioni e personalità profondamente legate alla storia dell’11 settembre. Tra loro anche Howard Lutnick, segretario al Commercio degli Stati Uniti ed ex amministratore di Cantor Fitzgerald, la società finanziaria che quel giorno perse 658 dei propri dipendenti.
La cerimonia al Pentagono
Mentre New York ricordava le vittime a Ground Zero, il presidente degli Stati Uniti ha partecipato alla cerimonia commemorativa al Pentagono, altro luogo colpito dagli attentati del 2001. Nel suo intervento, il presidente ha richiamato il dovere della memoria e la necessità di mantenere vivo l’impegno assunto dopo quella tragedia. “Oggi rinnoviamo il sacro giuramento che prestammo per la prima volta un quarto di secolo fa: non dimenticheremo mai, mai i loro nomi”, ha dichiarato, sottolineando come il ricordo delle vittime continui a rappresentare un punto di riferimento per il Paese. Parole che assumono un significato particolare a 25 anni di distanza. L’11 settembre non è soltanto una data impressa nella memoria degli americani, ma un evento che ha modificato profondamente la politica internazionale, la sicurezza, i rapporti tra gli Stati e la percezione stessa della minaccia terroristica.
Un ricordo che attraversa le generazioni
A distanza di un quarto di secolo, la commemorazione torna così a mettere al centro soprattutto le persone. Le vittime, i loro familiari, i soccorritori, i vigili del fuoco, gli agenti di polizia e tutti coloro che quel giorno persero la vita nel tentativo di salvare quella degli altri. Ground Zero continua a essere uno dei luoghi più significativi della memoria americana. Qui, ogni anno, il dolore privato delle famiglie si intreccia con quello collettivo di una nazione che, quel mattino dell’11 settembre 2001, scoprì di essere vulnerabile in un modo che fino ad allora sembrava impensabile. Vent’anni, poi venticinque. Le generazioni cambiano, ma il rito della memoria resta. E nel silenzio del memoriale, tra i nomi delle vittime incisi nella pietra, il messaggio che torna più forte è sempre lo stesso: non dimenticare.
di Fausto Sacco

