Un impulso decisivo alla formazione in ambito scientifico e tecnologico arriva nel panorama educativo italiano. Il Fondo per la Repubblica Digitale “Polaris” ha infatti messo a disposizione 20 milioni di euro per supportare i progetti di formazione e orientamento destinati agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. L’obiettivo principale di questa iniziativa è quello di incrementare le competenze e le conoscenze STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), settori ritenuti nevralgici nel contesto della transizione digitale globale.
Il nuovo bando nasce con la prospettiva di far fronte alla crescente richiesta di professionalità specializzate in campo digitale e tecnologico, contribuendo al contempo a colmare il divario tra genere e opportunità nel mondo STEM. In questo contesto entra in gioco il governo, che attraverso la figura del sottosegretario all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti, manifesta il proprio sostegno a tale iniziativa: “Questa iniziativa riflette l’impegno del nostro governo nel preparare le nuove generazioni a un mondo sempre più digitale, assicurando che le giovani menti italiane non solo colmino il gap esistente ma diventino leader nel panorama tecnologico globale”.
Il Presidente di Acri, Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio, Giovanni Azzone, evidenzia il ruolo chiave di “Polaris” nel promuovere l’Italia verso l’evoluzione digitale. Acri, attraverso il suo appoggio al Fondo per la Repubblica Digitale, dimostra come la collaborazione tra il settore pubblico e quello privato possa generare benefici concreti nella società, in particolare nel settore dell’educazione e dell’innovazione.
Il finanziamento di circa 350 milioni di euro sarà disponibile fino al 2026 e proviene principalmente dalle Fondazioni di origine bancaria, le quali beneficeranno a loro volta di incentivi sotto forma di crediti d’imposta. Questo meccanismo si configura come un esempio di alleanza virtuosa capace di coniugare interessi privati e collettivi, con un occhio di riguardo verso il futuro del Paese. L’impegno comune è volto a orientare in modo consapevole e costruttivo gli studenti verso carriere STEM, delineando così nuove traiettorie professionali in linea con le esigenze di un mercato del lavoro sempre più orientato verso la digitalizzazione, come sottolineato dai piani del PNRR e dell’FNC.
L’invito è ora rivolto alle scuole, che potranno proporre progetti innovativi tesi ad attrarre gli studenti verso queste materie, spesso percepite come ardue ma fondamentali per lo sviluppo personale e professionale nell’era digitale. La speranza è che l’entusiasmo e l’impegno dei giovani possano tradursi in una partecipazione attiva e dinamica alla vita scientifica e tecnologica del Paese, gettando le basi per una società italiana sempre più informata, competente e all’avanguardia.
