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Lotta alla criminalità economica: come l’usura e la mafia minacciano la stabilità degli artigiani

In ECONOMIA
Settembre 24, 2024

In un recente confronto con la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, il Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, ha sottolineato i pericoli che le scorciatoie illegali come l’usura e il coinvolgimento con organizzazioni criminali possono rappresentare per il tessuto imprenditoriale italiano. Durante l’evento è stato evidenziato come tali attività siano comparabili ai meccanismi di una tossicodipendenza, in quanto ugualmente insidiose e difficili da abbandonare una volta intraprese.

Gratteri ha messo in guardia gli artigiani dal cadere nelle mani delle organizzazioni criminali, le quali non solo si occupano del traffico di sostanze stupefacenti ma sono anche attivamente impegnate nell’infiltrarsi nelle attività commerciali legittime. L’esempio citato dal magistrato parla della possibilità che queste organizzazioni acquisiscano o entrino a far parte della gestione di ristoranti, giocando poi un ruolo sempre più preponderante fino ad assumere il totale controllo.

L’incontro è stato anche l’occasione per trattare il tema dell’estorsione e dell’usura, frequente piaga del settore artigianale che, stretto dalla necessità di liquidità, può essere indotto ad accettare finanziamenti da fonti illecite. Gratteri ha descritto l’usura come una trappola mortale da cui è quasi impossibile liberarsi autonomamente. Ha comparato le difficoltà di uscire dall’usura con quelle di una lotta contro la dipendenza da droghe, sottolineando che, in entrambi i casi, il supporto esterno è cruciale. Proprio come i tossicodipendenti richiedono un programma di disintossicazione, gli usurai possono essere definitivamente sconfitti solo attraverso la denuncia e il supporto di organizzazioni anti-usura.

Il consiglio di Gratteri agli artigiani e a tutti gli imprenditori è stato chiaro: preferire il fallimento legale al soccorso apparentemente salvifico ma dannoso delle mafie. La collaborazione con tali entità è l’inizio di un processo di perdita, non solo della libertà imprenditoriale ma anche della libertà personale.

L’impatto che la criminalità organizzata ha sul settore economico va oltre il danno immediato alle singole imprese: essa mina le basi della fiducia economica e distorce il libero mercato, portando a un aumento dei costi, a una diminuzione della competitività e, in ultima analisi, a un danno per l’intero tessuto economico e sociale.

In conclusione, le parole di Gratteri riflettono una realtà difficile ma non insolubile. È fondamentale che gli imprenditori, specialmente nel settore artigianale, siano supportati e protetti, attraverso politiche efficaci e un sistema legale che non solo punisca ma anche prevenire l’ingresso della criminalità nelle attività lecite. Tali sforzi contribuiranno non solo a salvaguardare le singole entità imprenditoriali, ma l’intera economia nazionale.