Mentre ad Avellino si consuma l’ultima e delicata fase della consiliatura, con la votazione del bilancio che potrebbe decretarne la fine anticipata, l’ex sindaco Gianluca Festa sembra già proiettato su un altro scenario: quello delle elezioni regionali del 2025. Dopo un’esperienza amministrativa conclusa tra tensioni politiche, uscite di scena clamorose e inchieste giudiziarie ancora aperte, Festa si muove con discrezione ma decisione. Il progetto civico “Davvero”, che in passato lo ha portato alla vittoria a Palazzo di Città, è in fase di riattivazione e potrebbe rappresentare lo strumento con cui tentare un ritorno in grande stile sulla scena politica campana. Questa volta, però, il posizionamento sembra più definito. L’ex primo cittadino guarda con interesse al centrosinistra e, in particolare, ai movimenti attorno alla figura di Roberto Fico, l’ex presidente della Camera oggi al lavoro per costruire un nuovo campo progressista in Campania. Un progetto che punta a superare i confini tradizionali del Partito Democratico e a coinvolgere forze civiche, esperienze locali e figure con radicamento territoriale. In questo contesto, Festa potrebbe candidarsi a rappresentare proprio quella componente civica “forte” e strutturata che Fico ha più volte invocato come indispensabile per allargare il campo e competere con il modello deluchiano. Già a gennaio, con toni misurati ma significativi, Festa aveva dichiarato che non avrebbe avuto “obiezioni” a partecipare a una coalizione che riconoscesse il valore delle esperienze civiche. Aggiungendo che “si tratterebbe di un riconoscimento politico” della sua visione, ispirata da sempre a un pluralismo fuori dagli schemi di partito. Una visione che, oggi, trova forse più spazio e legittimità nel progetto che Fico sta provando a costruire. Non sono mancati, nemmeno in quella occasione, i riferimenti polemici al Partito Democratico, accusato di aver ignorato in passato le sue aperture e le sue proposte. “Oggi vedo che De Luca porta avanti proprio quelle idee,” aveva dichiarato con tono amaro ma soddisfatto, come a rivendicare una coerenza che il tempo, almeno in parte, gli starebbe restituendo. Resta però il peso della stagione amministrativa appena conclusa. Un’esperienza segnata da una parabola discendente, con una maggioranza disgregata e una città oggi sull’orlo del commissariamento. Anche questo sarà un elemento da considerare nel percorso verso le Regionali: quanto avrà inciso l’esperienza di governo cittadino sull’affidabilità e sull’appeal elettorale di Festa a livello regionale? Per ora, le manovre restano dietro le quinte. Ma i segnali sono chiari: Festa vuole esserci. E guarda con attenzione a quello che si muove nel campo del centrosinistra. In particolare, nella direzione di chi – come Fico – sembra voler dare voce proprio a chi, come lui, si è sempre mosso al di fuori dei partiti, ma non fuori dalla politica.
di Marco Iandolo

