Un Primo Maggio segnato più dall’incertezza che dalla celebrazione. È questo il quadro delineato dal segretario provinciale della CISAL Avellino, Paolo Sarno, sulla situazione dei lavoratori dell’ACS, l’Azienda dei Servizi del Comune. Da circa sette mesi, i dipendenti vivono una condizione di forte precarietà, aggravata dalla messa in liquidazione della società avviata lo scorso ottobre e dalla scadenza del contratto di servizio fissata al 30 giugno. Una data che rischia di segnare un punto di non ritorno per decine di lavoratori. Secondo Sarno, si tratta dell’ennesimo capitolo di un percorso professionale già segnato da instabilità, tra periodi di disoccupazione e ammortizzatori sociali. Una situazione resa ancora più amara dal fatto che, dopo anni difficili, sembrava essersi finalmente aperta una fase di maggiore stabilità. Il sindacato sottolinea come le decisioni imminenti non possano essere ridotte a semplici valutazioni economiche. In gioco, infatti, non c’è solo il destino occupazionale dei lavoratori, ma anche l’equilibrio sociale ed economico della città. L’ACS, ricorda la CISAL, ha rappresentato negli anni un asset strategico per il Comune, garantendo servizi fondamentali come la gestione della sosta, la manutenzione, la custodia dei beni comunali e il supporto alla Polizia Municipale. Da qui l’appello ai candidati alla carica di sindaco affinché inseriscano il futuro dell’azienda tra le priorità politiche. Al commissario prefettizio, invece, viene chiesto di limitarsi agli atti di ordinaria amministrazione, evitando decisioni che possano compromettere definitivamente la continuità della società. Nel giorno simbolo dei lavoratori, il messaggio è chiaro: il Primo Maggio non può ridursi a una ricorrenza formale, ma deve tradursi in azioni concrete capaci di restituire dignità, stabilità e prospettive a chi lavora.
di Marco Iandolo

