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Alto Calore, Forza Italia attacca PD e Fico: “L’acqua è di tutti, i debiti no”.

In AVELLINO, CAMPANIA, POLITICA
Settembre 21, 2025
La gestione dell’acqua resta quindi terreno di scontro politico, con i cittadini al centro di una battaglia che intreccia debiti, tariffe e futuro del servizio idrico.

Alla Festa dell’Unità del Partito Democratico a Montella, il candidato presidente del “campo largo” Roberto Fico ha posto una domanda provocatoria: “Che tipo di manager abbiamo avuto nell’Alto Calore?”.  A rispondergli, a distanza di poche ore, sono stati i coordinamenti cittadini di Forza Italia di Ariano Irpino e Grottaminarda, che hanno diffuso una nota dai toni durissimi contro il PD, accusato di aver trasformato la storica società idrica in un “bancomat di consenso”.  Secondo gli azzurri, la risposta alla domanda di Fico sarebbe stata semplice: “bastava girarsi e chiederlo al suo vicino di sedia, Piero De Luca, segretario regionale in pectore del PD”.  La gestione di Alto Calore, sostengono i coordinamenti, sarebbe stata caratterizzata da oltre 25 anni di pratiche clientelari, assunzioni di favore, bilanci alterati e infrastrutture ridotte “a un colabrodo”.   I dati sono noti: Alto Calore ha accumulato oltre 200 milioni di euro di debiti, ridotti a circa 107 milioni dopo l’omologazione del concordato preventivo da parte del Tribunale di Avellino. Un risultato raggiunto però – ricordano gli esponenti di Forza Italia – a spese dei fornitori chirografari, destinati a ricevere appena il 10% del credito vantato, “a rate, e forse le avranno”, come ha ammesso lo stesso Fico. Nel frattempo, le perdite di rete restano altissime, in alcuni casi fino al 70% dell’acqua immessa, e i cittadini si trovano a fronteggiare bollette più salate e continui disservizi.  Altro nodo sollevato da Forza Italia è quello della possibile privatizzazione: “i cittadini rischiano di essere usati come cavie, mentre i creditori restano a bocca asciutta”, si legge nella nota.   Da qui l’appello diretto al candidato Fico: se davvero vuole difendere l’acqua pubblica, dovrebbe chiedere conto al PD di come ha gestito Alto Calore e invitare gli irpini a non rinnovare la fiducia a chi ha governato la società in questi anni.   La gestione dell’acqua resta quindi terreno di scontro politico, con i cittadini al centro di una battaglia che intreccia debiti, tariffe e futuro del servizio idrico. Quel che è certo è che la questione Alto Calore, tra concordato e piani di rilancio, continuerà a tenere banco nella campagna elettorale regionale.

di Marco Iandolo