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Campania locomotiva del Sud: crescita record e nuova fiducia nel 2026

In CAMPANIA, ECONOMIA
Gennaio 26, 2026
Pil sopra la media nazionale, investimenti Pnrr e Zes unica spingono l’economia regionale. Ma la vera sfida resta trattenere i giovani e reggere la competizione globale.

La Campania apre il 2026 con numeri che la collocano tra le regioni più dinamiche d’Italia. Secondo l’ultimo rapporto Svimez, nel 2024 il Pil regionale è cresciuto dell’1,3%, superando sia la media nazionale sia quella del Centro-Nord. Ancora più significativo è il dato cumulato: tra il 2021 e il 2024 l’economia campana ha registrato un incremento dell’8,5%, contro il 5,8% delle aree più sviluppate del Paese.  Per Confindustria Campania non si tratta di una crescita episodica, ma del segnale di una trasformazione strutturale. “La regione ha imparato a usare meglio le proprie leve di sviluppo”, spiega il presidente Emilio De Vizia, indicando nel Pnrr e nella nuova Zona economica speciale per il Mezzogiorno i due pilastri del cambiamento.  Gli investimenti infrastrutturali stanno ridisegnando la geografia economica regionale. L’alta velocità Napoli-Bari non è soltanto un’opera strategica, ma un vero strumento di riequilibrio territoriale, capace di collegare le aree interne ai grandi poli produttivi e logistici. A questo si aggiunge la Zes unica, operativa dal 2024, che garantisce autorizzazioni rapide e maggiore certezza normativa. Nei primi giorni del 2026, solo in Campania, sono già state rilasciate una ventina di autorizzazioni, segno di un interesse crescente anche da parte di imprese del Nord.  A trainare la crescita è soprattutto l’agroalimentare, protagonista di performance record sull’export, in particolare verso gli Stati Uniti. Tengono comparti storici come la farmaceutica e l’aeronautica, mentre le energie rinnovabili rafforzano il loro peso con nuovi impianti e investimenti in eolico e fotovoltaico. Più lento l’automotive, ma dallo stabilimento di Avellino arrivano segnali di recupero per il 2026.  Anche il turismo vive una fase di rinnovata vitalità. L’alta velocità ha cambiato le abitudini di viaggio, favorendo spostamenti rapidi tra le diverse mete regionali. L’aeroporto di Salerno e il porto di Napoli, trainato dal traffico crocieristico, completano un’offerta sempre più integrata. Resta però il problema del sovraffollamento del capoluogo e della difficoltà delle aree interne a intercettare i flussi.  Il vero nodo resta il capitale umano. Le imprese cercano tecnici e informatici, ma molti giovani continuano a lasciare la regione. Gli Its rappresentano una risposta concreta, con alti tassi di occupazione immediata. In questo quadro si guarda con interesse anche alla riforma dell’istruzione tecnica, orientata a rafforzare il legame tra scuola e impresa. Se il clima tra gli imprenditori è di cauto ottimismo, le preoccupazioni guardano allo scenario globale. Il rischio maggiore, avverte De Vizia, non viene dai dazi americani ma dalla concorrenza dei Paesi emergenti, pronti a riversare sui mercati europei produzioni oggi escluse da altri sbocchi. Una sfida che la Campania dovrà trasformare in opportunità per non disperdere il vantaggio conquistato.

di Marco Iandolo