Clima sempre più teso alla Casa Circondariale di Avellino, dove nella mattinata odierna le organizzazioni sindacali UILFP Polizia Penitenziaria e USPP hanno proclamato lo stato di agitazione del personale. Una decisione maturata al termine di settimane di confronto con la Direzione dell’istituto, ritenute però non produttive. Alla base della protesta vi sarebbero numerose criticità interne che, secondo i rappresentanti sindacali, sono state più volte segnalate anche ai livelli superiori dell’Amministrazione Penitenziaria senza ricevere riscontri adeguati. In particolare, al centro delle contestazioni vi è l’attuale organizzazione del lavoro, giudicata non idonea a garantire equità, efficienza e rispetto dei diritti del personale. La decisione di proclamare lo stato di agitazione è arrivata al termine dell’ultima convocazione dedicata proprio alla gestione del lavoro interno. In quella sede, le sigle sindacali hanno ritenuto inevitabile intraprendere un’azione formale, sottolineando come l’attuale impostazione organizzativa non sia più sostenibile. “Si tratta di un atto di responsabilità e tutela verso tutto il personale”, fanno sapere i sindacati, che chiedono con forza l’apertura di un confronto “serio, concreto e risolutivo”. L’obiettivo dichiarato è quello di riportare al centro dell’attenzione le problematiche segnalate e ottenere interventi immediati. Non si escludono, inoltre, ulteriori iniziative qualora non dovessero arrivare segnali concreti di cambiamento. Le organizzazioni sindacali parlano apertamente della possibilità di ricorrere a forme di mobilitazione più incisive, sempre nel rispetto delle normative vigenti. Al centro della vertenza resta la richiesta di condizioni di lavoro più eque, trasparenti e rispettose. Un elemento che, secondo i rappresentanti del personale, non riguarda soltanto il benessere degli operatori, ma incide direttamente anche sull’efficienza complessiva e sulla sicurezza dell’istituto penitenziario.La vicenda riaccende così i riflettori su una realtà complessa, dove la serenità del personale e il pieno rispetto dei diritti professionali vengono indicati come condizioni imprescindibili per il corretto funzionamento dell’intero sistema penitenziario.
di Marco Iandolo


