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Amministrative in Irpinia, oltre 100mila al voto: riflettori su Avellino e Ariano Irpino

In AVELLINO, CAMPANIA, POLITICA
Aprile 27, 2026
Tra ballottaggi possibili, comuni senza sfida e casi sotto osservazione, le elezioni del 24 e 25 maggio diventano un test politico e di legalità per l’intera provincia.

Sono poco più di 100mila gli elettori chiamati alle urne il 24 e 25 maggio nei tredici comuni della provincia di Avellino, dove si voterà in 136 sezioni per eleggere sindaci e 162 consiglieri comunali. Una tornata amministrativa che, al di là dei numeri, assume un valore politico e istituzionale rilevante per un territorio segnato da commissariamenti, frammentazioni politiche e, in alcuni casi, delicate questioni legate alla legalità.  I riflettori sono puntati soprattutto sul capoluogo e su Ariano Irpino, gli unici centri in cui è previsto il possibile ricorso al ballottaggio in caso di mancata vittoria al primo turno. Ad Avellino la sfida è a tre: da un lato il candidato del centrosinistra Nello Pizza, dall’altro due ex sindaci, Laura Nargi, sostenuta da un’area civica vicina al centrodestra, e Gianluca Festa, anch’egli espressione civica ma appoggiato da Lega e Udc. Una competizione che fotografa una forte frammentazione politica e personale.  Scenario analogo ad Ariano Irpino, secondo comune della provincia, dove si confrontano tre candidati: Roberto Cardinale e Carmine Grasso, entrambi espressione del Partito Democratico, e Mario Ferrante, sostenuto dal centrodestra. In entrambe le realtà sono in palio rispettivamente 32 e 16 seggi nei consigli comunali.  Diversa la situazione nei centri più piccoli, dove in alcuni casi la competizione elettorale è praticamente assente. A Calitri, Guardia dei Lombardi e San Mango sul Calore i candidati sindaco corrono da soli e dovranno soltanto superare il quorum per essere eletti, segno di una partecipazione politica sempre più ridotta nei piccoli comuni.   A catturare l’attenzione è anche il caso di Sorbo Serpico, il più piccolo comune chiamato al voto, con appena 537 residenti ma ben otto candidati alla carica di sindaco. Una pluralità solo apparente: la sfida reale è infatti tra la sindaca uscente Maria Teresa Fontanella e l’ex vicesindaco Antonio De Pascale. Le altre liste, secondo quanto emerso, sarebbero state presentate prevalentemente da appartenenti alle forze dell’ordine per usufruire di permessi elettorali retribuiti, circostanza finita sotto l’attenzione della Prefettura.  Resta alta anche l’attenzione su Quindici, comune di circa 1.700 abitanti sciolto nel 2024 per infiltrazioni camorristiche. Qui è stata esclusa la lista guidata dall’ex sindaco Eduardo Rubinaccio, coinvolto in un’inchiesta su presunte false residenze che avrebbero condizionato le elezioni del 2015. Rubinaccio ha già annunciato ricorso al Tar. La competizione resta dunque tra Carmine Scibelli, sottufficiale dell’Aeronautica, e Alessandro Siniscalchi, figlio di un ex sindaco finito in passato al centro di vicende giudiziarie legate a condizionamenti della criminalità organizzata.  Nel complesso, sono sei i comuni che tornano al voto dopo periodi di commissariamento, un dato che conferma come il tema della stabilità amministrativa e della legalità resti centrale in Irpinia.  Queste elezioni, dunque, non rappresentano soltanto un rinnovo degli organi locali, ma un banco di prova per la politica territoriale, chiamata a misurarsi con la fiducia dei cittadini, la partecipazione democratica e la capacità di garantire trasparenza e buon governo.

di Marco Iandolo