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Monopattini elettrici, scatta l’obbligo del contrassegno: caos richieste e rischio multe

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Maggio 16, 2026
Da domani multe fino a 400 euro per chi circola senza “targhino”. Migliaia di utenti e operatori denunciano ritardi nelle consegne e problemi tecnici.

Da domani entra ufficialmente in vigore l’obbligo del contrassegno identificativo per i monopattini elettrici. Chi circola senza il cosiddetto “targhino” rischia una sanzione amministrativa compresa tra 100 e 400 euro. Una stretta che però arriva in un clima di forte confusione, tra ritardi nelle procedure, consegne non completate e proteste da parte di consumatori e aziende del settore.  Secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono oltre 40mila le richieste presentate, quasi il 60% negli ultimi dieci giorni, mentre i contrassegni emessi sarebbero circa 50mila. Numeri che, tuttavia, non bastano a evitare il rischio che migliaia di monopattini risultino fuori regola già dal primo giorno di applicazione della norma.  Il contrassegno sarà obbligatorio sia per i privati sia per le società di sharing e dovrà essere applicato in modo visibile sul parafango posteriore oppure sul piantone dello sterzo. Il costo complessivo supera i 34 euro tra prezzo del contrassegno, imposta di bollo e diritti di motorizzazione. La richiesta va effettuata attraverso il Portale dell’Automobilista, allegando un documento di identità e attendendo poi la conferma per il ritiro. Molti utenti, però, pur avendo inoltrato la domanda, non hanno ancora ricevuto il contrassegno. Slitta invece al 16 luglio l’obbligo di assicurazione RC per i monopattini elettrici. Il rinvio è stato deciso dopo le segnalazioni delle compagnie assicurative sulle difficoltà tecniche di integrazione tra i sistemi della Motorizzazione e le banche dati assicurative. Le associazioni dei consumatori denunciano inoltre criticità legate alla qualità del contrassegno adesivo, che potrebbe deteriorarsi facilmente a causa di pioggia, vibrazioni e sbalzi di temperatura. Essendo un’etichetta antimanomissione, un eventuale errore nel posizionamento renderebbe necessario richiederne una nuova a spese del proprietario. Preoccupazione anche tra gli operatori dello sharing, che parlano di circa 15mila richieste ancora inevase. Senza contrassegno, molti mezzi rischiano di restare fermi, con possibili disagi per utenti e servizi di mobilità urbana.

di Fausto Sacco