La Presidenza della Provincia si sposta nella Valle del Sabato e il borsino politico degli amministratori irpini entra ufficialmente in ebollizione. La sfida per Palazzo Caracciolo, in programma sabato 6 giugno, è ormai nel vivo e vede contrapposti il presidente uscente Rizieri Buonopane, sindaco di Montella, e Fausto Picone, sindaco di Candida e consigliere provinciale. Una competizione che, giorno dopo giorno, sta assumendo sempre più i contorni di un test politico regionale, capace di misurare rapporti di forza, leadership interne e prospettive future in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Da una parte c’è Buonopane, sostenuto compatto dal campo largo del centrosinistra e blindato dai vertici regionali e nazionali del Partito Democratico. Dall’altra Picone, che prova a costruire una candidatura alternativa facendo leva sul consenso trasversale di amministratori civici, consiglieri comunali del centrodestra e sull’area politica riconducibile al consigliere regionale Enzo Alaia. La partita vera, però, si gioca soprattutto dentro il Pd irpino, dove le tensioni interne sono ormai esplose apertamente. A creare fibrillazioni è stata la posizione della componente riconducibile a Marcantonio Spera, inizialmente schierata a favore di Picone attraverso la raccolta delle firme necessarie alla candidatura. Un’iniziativa che avrebbe provocato l’immediato intervento dello stato maggiore regionale dem, deciso a ricondurre il partito all’unità attorno al presidente uscente. Il messaggio arrivato da Napoli e da Roma è stato chiaro: su Buonopane non sono ammesse defezioni. A ribadirlo sarebbero stati esponenti di primo piano del centrosinistra come Piero De Luca, Toni Ricciardi, Michele Gubitosa, Stefano Graziano e Sandro Ruotolo, impegnati in queste ore in una serrata attività diplomatica per evitare fratture irreparabili. A remare contro, secondo indiscrezioni sempre più insistenti, sarebbe invece il consigliere regionale Maurizio Petracca, il cui peso politico interno al Pd viene oggi osservato con attenzione anche ai piani alti del Centro Direzionale di Napoli. Sullo sfondo si muovono dinamiche ancora più profonde che riguardano gli equilibri della segreteria regionale del partito. In discussione ci sarebbe infatti anche la posizione di Marco Sarracino, mentre nell’area campana del Pd si rafforzano le manovre di Lello De Stefano, intenzionato a costruire una nuova filiera politica in vista delle future candidature parlamentari, forte del rapporto consolidato con Francesco Boccia. Insomma, la pentola a pressione democratica sembra ormai vicina all’esplosione. E la giornata di oggi potrebbe rappresentare uno snodo decisivo. L’arrivo in Irpinia dei big nazionali del partito, a partire dalla segretaria Elly Schlein, potrebbe infatti contribuire a chiarire un quadro politico sempre più cupo e complesso all’interno della federazione provinciale di Via Tagliamento. Sul fronte opposto, invece, Fausto Picone continua la sua campagna elettorale lontano dai riflettori e dai grandi eventi di partito. Nessuna mobilitazione muscolare, nessuna convention affollata. Il sindaco di Candida sta scegliendo il profilo basso: incontri nei borghi irpini, pranzi e cene nei piccoli ristoranti del territorio, strette di mano e confronti diretti con amministratori e consiglieri comunali. Una campagna costruita soprattutto sui rapporti personali, sugli aneddoti, sull’amicizia e sulla promessa di un impegno concreto per i territori, a partire dal rifacimento delle strade provinciali e da iniziative di valorizzazione condivise con tutti i comuni, senza distinzione politica. Un modello che richiama da vicino l’esperienza maturata da Picone negli anni della vicepresidenza della Provincia durante la gestione guidata da Domenico Biancardi. Un periodo che molti amministratori ricordano come caratterizzato da ascolto costante e dialogo continuo con il territorio, tanto da creare allora una lunga fila di sindaci e consiglieri soddisfatti davanti agli uffici provinciali. La sensazione, intanto, è che il voto del 6 giugno vada ben oltre la semplice elezione del presidente della Provincia. In gioco ci sono leadership, assetti futuri e soprattutto il controllo politico di un’Irpinia che si prepara ai prossimi appuntamenti regionali e nazionali. E mentre il centrosinistra cerca di evitare implosioni interne, il fronte civico e moderato prova a sfruttare le crepe del Pd per tentare l’assalto a Palazzo Caracciolo.
di Marco Iandolo

