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Vallo di Lauro, quattro persone fermate per estorsioni aggravate dal metodo mafioso

In AVELLINO, CAMPANIA, CRONACA
Ottobre 03, 2026
L’operazione dei Carabinieri, coordinata dalla DDA di Napoli, ha portato a quattro misure cautelari. Nel mirino presunti episodi ai danni di imprenditori impegnati in lavori pubblici. Due indagati in carcere, due ai domiciliari.

Quattro persone sono state sottoposte a misura cautelare nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dalla Compagnia dei Carabinieri di Baiano. I provvedimenti sono stati eseguiti il 2 ottobre dal Comando Provinciale di Avellino e riguardano ipotesi di associazione di tipo mafioso e diverse estorsioni e tentate estorsioni aggravate dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il clan Graziano, storicamente attivo nel Vallo di Lauro. L’attività investigativa, sviluppata tra febbraio e settembre 2026, avrebbe consentito di ricostruire diversi episodi ai danni di imprenditori affidatari di lavori pubblici nel territorio. Secondo quanto riferito dalla Procura, in alcuni casi sarebbero state richieste percentuali sul valore degli appalti, oltre a ulteriori somme di denaro; in altri, sarebbero state pretese dazioni periodiche indicate come “regalo” o “messa a posto”. Gli accertamenti sono stati condotti attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione e pedinamento, acquisizione di immagini di videosorveglianza, riconoscimenti fotografici e raccolta di informazioni. Gli elementi raccolti avrebbero evidenziato, secondo gli inquirenti, un concreto pericolo di reiterazione delle condotte ai danni delle vittime e dei cantieri interessati. Dopo gli interrogatori, il GIP del Tribunale di Avellino ha disposto la custodia cautelare in carcere per due degli indagati e gli arresti domiciliari per gli altri due. La Procura precisa che si tratta di provvedimenti adottati nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva, potendo inoltre avvalersi dei mezzi di impugnazione previsti dalla legge.

di Marco Iandolo