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Accusa di violenza sessuale a un senatore di Forza Italia: la denuncia di una professionista e la smentita del parlamentare

In CAMPANIA, CRONACA, NAPOLI, REGIONI
Giugno 07, 2026
La donna sostiene di aver subito una violenza negli uffici del Senato a Roma. Il senatore Francesco Silvestro respinge ogni accusa: “Non è successo nulla”.

Una professionista di 52 anni, attiva nel settore dei vini di pregio e residente nel Sud Italia, ha presentato una denuncia per presunta violenza sessuale che, secondo il suo racconto, sarebbe avvenuta a Roma all’interno del complesso di San Luigi dei Francesi, dove hanno sede uffici riconducibili al Senato della Repubblica.  Secondo quanto riportato da la Repubblica, la donna – indicata con l’iniziale “V.” – afferma che il primo contatto con il parlamentare sarebbe avvenuto attraverso la mediazione di un carabiniere, conoscente della professionista e parente del senatore. L’incontro sarebbe stato organizzato, sempre secondo la denuncia, per discutere una possibile fornitura di champagne e vino pregiato destinata a una proprietà privata del parlamentare. La vicenda, così come ricostruita negli atti presentati dalla denunciante, descrive un successivo incontro avvenuto negli uffici istituzionali, durante il quale si sarebbe verificato l’episodio oggetto della denuncia.   Il senatore coinvolto, Francesco Silvestro, ha respinto integralmente le accuse in un’intervista rilasciata allo stesso quotidiano. Il parlamentare ha dichiarato di non aver ricevuto alcun atto di indagine e ha sostenuto che l’incontro con la donna sia effettivamente avvenuto, ma in un contesto privo di qualsiasi illecito.   “Non è successo nulla”, ha affermato, aggiungendo che la presenza della professionista nei suoi uffici sarebbe documentata da registri di accesso. Il senatore ha inoltre ipotizzato che le accuse possano essere infondate e ha lasciato intendere che la vicenda potrebbe avere ulteriori sviluppi nelle sedi giudiziarie competenti.   Al momento, la vicenda si trova nella fase preliminare delle verifiche investigative. Come previsto dalla normativa, le accuse dovranno essere sottoposte a riscontri da parte dell’autorità giudiziaria, mentre resta valida la presunzione di innocenza per la persona coinvolta.

di Marco Iandolo