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Acqua, Petracca e Alaia: “Adeguamento tariffario obbligo normativo. Regione neutralizzerà i costi per i cittadini”.

In AVELLINO, CAMPANIA, IN EVIDENZA, POLITICA
Agosto 24, 2025
I consiglieri regionali difendono la gestione ACS e invitano sindaci e amministratori alla responsabilità: “Basta populismi e allarmismi, il risanamento è l’unica via”

Alla vigilia dell’assemblea dei soci di Alto Calore Servizi, in programma domani pomeriggio, i consiglieri regionali Maurizio Petracca e Vincenzo Alaia intervengono sul delicato tema dell’adeguamento tariffario e sul futuro della società che gestisce il servizio idrico in Irpinia e nel Sannio.  “Chi ricopre ruoli istituzionali ed amministrativi – dichiarano – dovrebbe evitare di alimentare ricostruzioni demagogiche e populistiche. Troppo facile buttarla in caciara. Più utile è avanzare soluzioni concrete”.

L’adeguamento tariffario: non una scelta, ma un obbligo

Secondo i due consiglieri, l’adeguamento delle tariffe non è frutto di una decisione discrezionale, ma un obbligo imposto dall’ARERA, che negli anni scorsi ha già sanzionato ACS per oltre 4 milioni di euro per il mancato adempimento nel quadriennio 2020-2023.  “Senza adeguamento – aggiungono – verrebbe meno la possibilità stessa di accedere ai finanziamenti pubblici, con il blocco totale di progetti e interventi”.

L’impegno della Regione Campania

Petracca e Alaia sottolineano il ruolo della Regione Campania, che negli anni ha messo in campo risorse per oltre 200 milioni di euro tra investimenti diretti e fondi ERC. Ora, spiegano, l’ente regionale è pronto a stanziarne ulteriori per neutralizzare gli effetti delle nuove tariffe, evitando che a pagare siano famiglie già provate dalla congiuntura economica.

Nessun rischio di privatizzazione

Smentite le voci di una possibile privatizzazione del servizio: “Agitare questo spauracchio significa assumere un atteggiamento terroristico e dannoso. La Regione, al contrario, si è fatta carico di oneri importanti, come i costi energetici dell’Acquedotto della Normalizzazione e della centrale di Cassano Irpino”.

Le responsabilità del passato e l’appello ai sindaci

Per i due consiglieri il dissesto di ACS ha radici lontane:  “I disastri nascono da gestioni scellerate di almeno vent’anni fa. È patetico che chi ne è stato responsabile oggi pretenda di dare lezioni”.   Infine, l’appello agli amministratori locali: “Comprendiamo la difficoltà di comunicare ai cittadini notizie che possono sembrare inique, ma chiediamo senso di responsabilità. Solo coesione e buonsenso potranno garantire il futuro del servizio idrico e delle nostre comunità”.

di Marco Iandolo

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