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Acqua Sprecati e Crisi Climatica: lo Scempio dello Spreco Alimentare

In ECONOMIA
Marzo 19, 2024

Ogni boccone inutilizzato ha un prezzo ben più alto di quanto la maggior parte di noi possa immaginare. Secondo l’ultima stima dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher, l’Italia vede fluire lungo i suoi corsi d’acqua della spazzatura una quantità d’acqua pari a 151,469 miliardi di litri ogni anno, un valore che non solo ha pesanti ripercussioni ambientali ma che incide anche sotto l’aspetto economico con una stima di 395,835 milioni di euro in termini di costi per le utenze idriche.

L’acqua, elemento vitale del nostro pianeta, diventa inconsapevolmente una vittima silenziosa dello spreco alimentare. Se si pensa che l’intera produzione italiana di acqua in bottiglia è di 14,5 miliardi di litri, ci si rende conto che lo spreco domestico in termini idrici lo supera di quasi dieci volte. Questo dato è allarmante, soprattutto alla luce del fatto che il settore primario, responsabile per la produzione del cibo che finisce poi sprecato, usufruisce del 60% delle risorse idriche dolci.

Andrea Segrè, direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher, ha messo in evidenza come la crisi climatica richieda una gestione più responsabile del cibo e dell’acqua nelle nostre vite quotidiane. Egli sottolinea l’importanza dell’acqua non solo come risorsa diretta, ma anche come costo indiretto del cibo che viene gettato.

Ogni grammo di cibo sprecato corrisponde ad un preciso spreco idrico, e per sensibilizzare l’opinione pubblica a riguardo, l’applicazione “Sprecometro” permette di monitorare non solo i grammi di cibo sprecati individualmente o collettivamente, ma anche di calcolare la rispettiva impronta idrica. Un’arma in più per la consapevolezza e per la lotta allo spreco, in vista dell’obiettivo fissato dall’Agenda 2030 dell’Onu che mira a dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030.

Il messaggio che emerge in vista della Giornata mondiale dell’acqua è chiaro: dovremmo guardare al nostro cibo non soltanto come una semplice sostanza da consumare o, peggio, da sprecare insensatamente, ma come il frutto di un processo che impegna risorse vitali come l’acqua. Prender conserva ed utilizzare questi beni con maggiore consapevolezza potrebbe non soltanto alleggerire il carico sulle nostre tasche e sulle risorse naturali, ma rappresentare un passo avanti decisivo contro la crisi climatica che ci affligge.