È morto il 19 marzo 2026 Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord e figura simbolo di una stagione politica che ha profondamente inciso sugli equilibri istituzionali e territoriali dell’Italia. Aveva trasformato un movimento nato ai margini del sistema in una forza capace di influenzare governi, linguaggi e priorità del dibattito pubblico. Bossi aveva dato vita alla Lega nel 1984, interpretando il malcontento diffuso nel Nord del Paese verso il centralismo romano, sintetizzato nello slogan diventato celebre: “Roma ladrona”. Il suo progetto politico si fondava sulla richiesta di maggiore autonomia, fino a spingersi verso l’idea di una “Padania” indipendente, che negli anni Novanta divenne il cuore identitario del movimento. Eletto in Parlamento per la prima volta nel 1987, Bossi consolidò progressivamente la presenza della Lega sulla scena nazionale. La svolta arrivò nel 1994, quando l’alleanza con Silvio Berlusconi lo portò al governo come ministro delle Riforme. Da quel momento, il leader leghista divenne uno degli attori chiave della Seconda Repubblica, alternando fasi di rottura e ricomposizione con il centrodestra. Il suo stile diretto, spesso provocatorio, contribuì a ridefinire il linguaggio politico italiano, rompendo con le forme più tradizionali e portando al centro temi come il federalismo fiscale, la sicurezza e l’identità territoriale. Nonostante le difficoltà personali e giudiziarie affrontate negli anni successivi, Bossi mantenne un ruolo simbolico all’interno del partito che aveva fondato. Negli ultimi anni, tuttavia, la sua visione si era progressivamente allontanata dalla linea intrapresa dalla Lega sotto la guida di Matteo Salvini. Il partito aveva abbandonato l’impostazione esclusivamente nordista per trasformarsi in una forza nazionale, capace di raccogliere consensi anche nel Mezzogiorno. Una svolta che Bossi aveva guardato con scetticismo, rimanendo legato all’impianto originario del movimento. Con la sua scomparsa si chiude un capitolo importante della storia politica italiana. Umberto Bossi lascia un’eredità complessa: quella di aver dato voce a istanze territoriali spesso trascurate, ma anche di aver contribuito a una stagione di forte polarizzazione. Il suo nome resta indissolubilmente legato alla nascita e all’ascesa della Lega, e più in generale alla trasformazione del sistema politico italiano negli ultimi quarant’anni.
di Fausto Sacco


