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Addio a Varenne, il Capitano del trotto: una leggenda che ha fatto correre l’Italia

In CRONACA, SPORT
Agosto 18, 2026
Nato a Copparo nel 1995, legatissimo a Napoli e alla Campania, Varenne ha scritto pagine indimenticabili del trotto mondiale. Per due volte ha conquistato il Grand Slam, entrando nella storia come uno dei più grandi campioni di sempre.

È morto Varenne, il “Capitano”. Il grande trottatore italiano, considerato da moltissimi appassionati il più forte di tutti i tempi, se n’è andato nella notte, lasciando un vuoto enorme nel mondo dell’ippica e tra quanti, negli anni, hanno seguito le sue imprese.  Nato a Copparo, in provincia di Ferrara, nel 1995, Varenne ha costruito una parte importante della propria storia anche in Campania, territorio al quale è rimasto profondamente legato. Negli ultimi mesi della sua vita si trovava infatti in un allevamento di Eboli, nel Salernitano.  La notizia della morte è stata diffusa attraverso i canali social dedicati al campione. A stroncare Varenne sarebbe stato un infarto fulminante, accertato dal veterinario. Un addio improvviso per un cavallo che, anche dopo il ritiro dalle competizioni, aveva continuato a essere una vera icona dello sport italiano.

Una carriera entrata nella leggenda

Il nome di Varenne è indissolubilmente legato alle grandi corse internazionali. Il suo palmarès racconta una carriera straordinaria, costruita attraverso vittorie prestigiose e prestazioni che hanno segnato un’epoca del trotto. Il risultato più emblematico arrivò nel 2001 e venne ripetuto nel 2002: Varenne riuscì a conquistare il Grand Slam, vincendo nello stesso anno le tre grandi corse di Gruppo 1 considerate tra gli appuntamenti più prestigiosi del trotto europeo: il Prix d’Amérique, il Gran Premio della Lotteria e l’Elitloppet. Un’impresa riuscita per due anni consecutivi e che contribuì a consacrare definitivamente il cavallo italiano nell’élite mondiale.

Il legame con Napoli e la Campania

Accanto alle vittorie, nella storia di Varenne c’è anche un forte legame con il Mezzogiorno e, in particolare, con Napoli e la Campania. Il Gran Premio della Lotteria di Agnano rappresentò uno degli appuntamenti più importanti della sua carriera e contribuì a rafforzare il rapporto tra il “Capitano” e il pubblico campano. Un legame fatto di emozioni, vittorie e di un affetto che negli anni non si è mai spento. Anche per questo la notizia della sua scomparsa assume un significato particolare per gli appassionati campani, che hanno visto in Varenne non soltanto un campione, ma un protagonista indimenticabile della storia dell’ippica.

“Corri sempre libero, nostro Capitano”

Il messaggio con cui è stata annunciata la morte restituisce tutta la commozione di chi ha accompagnato Varenne negli ultimi anni. “Con immenso dolore diamo la notizia della morte del Capitano”, si legge nel messaggio. Parole che raccontano lo sgomento per una scomparsa improvvisa e il desiderio di ricordare Varenne attraverso le immagini delle sue vittorie.  E poi il saluto: “Oggi Varenne quelle ali le ha messe per viaggiare altrove. Corri sempre libero e sempre nostro Capitano, che la terra ti sia lieve.”  Un ultimo omaggio a un cavallo che ha trasformato le corse in qualcosa di più di una semplice competizione. Varenne ha rappresentato un’epoca, ha portato il nome dell’Italia sui più importanti ippodromi del mondo e ha conquistato un posto speciale nella memoria di milioni di appassionati.  Ora il Capitano non correrà più. Ma le sue vittorie, il suo carattere e quella straordinaria capacità di emozionare resteranno nella storia del trotto. E continueranno a far correre il suo nome, ancora a lungo.

di Fausto Sacco