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Medicina a Benevento, Errico rilancia la sfida: “Ora una Facoltà autonoma”

In BENEVENTO, CAMPANIA, POLITICA
Agosto 23, 2026
Il consigliere regionale di Forza Italia guarda ai risultati del corso avviato con la Federico II e indica il prossimo obiettivo: rafforzare l’Università del Sannio e costruire un polo formativo e sanitario nelle aree interne.

Dalla crescita del corso di Medicina a Benevento alla prospettiva di una vera e propria Facoltà autonoma. È questo il salto di qualità che il consigliere regionale di Forza Italia Fernando Errico chiede di mettere al centro dell’agenda istituzionale sannita.  Il percorso avviato attraverso la collaborazione tra l’Università degli Studi del Sannio e la Federico II di Napoli sembra aver consolidato la presenza della formazione medica nel capoluogo sannita. Per il secondo anno consecutivo, infatti, Benevento ospita le attività del semestre filtro di Medicina, nell’ambito della collaborazione con l’ateneo napoletano per il corso di laurea in Medicina e Chirurgia a indirizzo tecnologico. Per Errico, i risultati raggiunti rappresentano però non un punto di arrivo, ma la base dalla quale partire per un progetto più ambizioso.  “I numeri registrati dal corso di Medicina a Benevento rappresentano un segnale estremamente positivo”, sottolinea il consigliere regionale, secondo cui la crescita degli iscritti confermerebbe la forte domanda di formazione medica sul territorio e l’importanza di offrire ai giovani sanniti la possibilità di studiare senza essere costretti a lasciare la propria terra. Da qui la proposta politica: accompagnare Benevento verso una piena autonomia della formazione medica, rafforzando progressivamente il ruolo dell’Università del Sannio. Un obiettivo che, nella visione di Errico, richiede un lavoro condiviso tra Regione, istituzioni locali, università e sistema sanitario.  “Serve una stretta collaborazione tra istituzioni, università e sistema sanitario”, evidenzia il consigliere, che assicura la propria disponibilità a lavorare nelle sedi istituzionali competenti per definire un percorso concreto e progressivo.

Il nodo delle strutture sanitarie

La partita, però, non riguarda soltanto l’università. Per trasformare la presenza di Medicina in un progetto strutturale, secondo Errico occorre infatti rafforzare anche la rete sanitaria sannita. In questo quadro, un ruolo centrale viene attribuito all’Azienda ospedaliera San Pio e al presidio Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, indicati come possibili infrastrutture strategiche per la formazione clinica degli studenti. L’obiettivo sarebbe quello di creare un collegamento sempre più stretto tra università e ospedali, attraverso tirocini, attività pratiche e percorsi formativi direttamente nelle strutture sanitarie del territorio. Una condizione considerata essenziale per dare concretezza all’ipotesi di una formazione medica pienamente autonoma. La prospettiva delineata da Errico va dunque oltre la semplice istituzione di un corso universitario. La sfida è costruire un polo formativo e sanitario delle aree interne, capace di mettere insieme formazione, assistenza e opportunità professionali.

Università e sanità contro la fuga dei giovani

È anche una questione di sviluppo territoriale. Per il consigliere regionale, investire sulla formazione medica a Benevento significa creare le condizioni affinché una parte dei giovani possa rimanere nel Sannio per studiare, specializzarsi e, in prospettiva, lavorare.  Il progetto si inserisce così in una strategia più ampia per contrastare la fuga dei giovani dalle aree interne e, allo stesso tempo, rafforzare la sanità locale attraverso la formazione di nuovi professionisti. La presenza stabile di Medicina potrebbe quindi diventare, nella prospettiva indicata da Errico, uno degli strumenti attraverso cui il Sannio può consolidare il proprio ruolo nel sistema universitario e sanitario regionale.

La sfida politica

La proposta apre ora una partita che richiederà tempi, risorse, strutture e soprattutto una precisa programmazione istituzionale. L’autonomia di una Facoltà di Medicina non può infatti essere considerata una semplice evoluzione amministrativa del percorso già esistente, ma richiede condizioni organizzative, didattiche e sanitarie adeguate. Ed è proprio su questo terreno che Errico lancia il suo appello alla collaborazione: “Serve uno sforzo comune, senza divisioni”, con l’obiettivo di mettere al centro studenti, università, operatori sanitari e comunità sannita. La prospettiva indicata è dunque chiara: consolidare quanto già costruito e trasformare Medicina a Benevento da esperienza di collaborazione tra atenei a progetto strutturale del territorio. Una sfida che chiama in causa non soltanto l’Università del Sannio, ma l’intero sistema istituzionale e sanitario campano. E che potrebbe riportare Benevento al centro del dibattito sul futuro della formazione medica e della sanità nelle aree interne.

di Marco Iandolo