Uno sguardo alla distribuzione degli alloggi Airbnb sul territorio italiano rivela una concentrazione significativa. Con oltre 608mila proposte di alloggio sulla celebre piattaforma di home sharing, il fenomeno Airbnb mostra dimensioni importanti. Particolarmente attive sono le regioni della Toscana, Sicilia e Lombardia, le quali rappresentano insieme più di un terzo dell’offerta nazionale, attestandosi rispettivamente al 12,9%, 11,4% e 11,1% del totale.
La ricerca svolta da Jfc e rivelata in anteprima da ANSA, mette in luce la notevole rilevanza che Airbnb ha acquisito nel mercato degli affitti brevi in Italia. Al di là dei numeri complessivi, c’è un aspetto meno quantitativo ma non meno significativo: quello dell’impatto di questi alloggi sui livelli di sostenibilità urbana e sulla quotidianità delle città ospitanti.
La sostenibilità di una città, valutata attraverso l’indice Rhr (Rapporto tra Residenti e alloggi Airbnb), viene messa in discussione quando il valore supera l’unità. In Italia, su scala nazionale, questo indice di sostenibilità è pari a 1,03, tuttavia, regioni come la Valle d’Aosta e la Sardegna mostrano valori di gran lunga superiori rispetto alla media, rispettivamente 4,26, influenzato dalla bassa densità di popolazione, e 3,25.
Questi numeri diventano ancora più preoccupanti se analizzati a livello di singole città. Firenze e Venezia risultano essere le destinazioni più impattate, con indici di 3,81 e 3,67, che sono ben assai oltre la soglia di sostenibilità. Napoli e Roma si posizionano al di sopra di questo valore, con un indice di sostenibilità di 1,36 e 1,13 rispettivamente, mentre Palermo ottiene un indice positivo, fermandosi a 0,67, un dato che riflette una situazione più equilibrata tra residenti e alloggi turistici.
Un tale sovraccarico di offerta turistica nelle aree urbane non è privo di conseguenze. Al di là dei benefici economici che possono derivare dal turismo, i residenti devono fare i conti con l’aumento dei prezzi degli immobili, la trasformazione delle aree residenziali in ‘hotspot’ turistici e la potenziale perdita dell’identità locale.
Il dibattito sulla regolazione degli alloggi Airbnb si rinnova di fronte a questi dati. Mentre gli operatori turistici possono esultare per la crescente popolarità, i responsabili delle politiche urbane sono chiamati a ponderare con cura gli effetti a lungo termine di questa forma di home sharing, per garantire che città e centri storici rimangano vivibili e accessibili per chi li abita ogni giorno.
