Il fuoco è quasi domato, ma ad Airola resta accesa la rabbia. Dopo il vasto incendio divampato nel sito di stoccaggio dei rifiuti nell’area industriale, la comunità chiede di conoscere la verità su quanto accaduto e, soprattutto, quali saranno le conseguenze per l’ambiente, la salute e le attività del territorio. In questo clima sono arrivati ad Airola il presidente della Regione Campania Roberto Fico e l’assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro, per incontrare istituzioni e cittadini e fare il punto sull’emergenza. Mentre proseguono le operazioni sul sito, continuano anche i monitoraggi ambientali. I primi dati evidenziano una diminuzione degli inquinanti nell’aria, ma restano in vigore le misure precauzionali e proseguono gli accertamenti sui terreni e sulle possibili ripercussioni sulle colture. Ma ad Airola, più dei numeri, hanno parlato le persone. Cittadini ancora preoccupati per la nube che per giorni ha sovrastato la Valle Caudina e fortemente critici nei confronti di una gestione delle emergenze che, secondo il sentimento espresso dalla comunità, non può limitarsi a intervenire quando ormai le fiamme sono divampate. Tra le voci della protesta anche quella di Martina, giovanissima cittadina di Airola, che ha rivolto al presidente Fico parole dure e accorate, facendosi portavoce di una generazione che chiede alle istituzioni meno rassicurazioni e più risposte. Fico ha assicurato l’impegno della Regione al fianco della comunità e dei comparti economici che potrebbero aver subito danni. L’assessora Pecoraro ha invece sottolineato l’importanza di proseguire con controlli e monitoraggi per definire con precisione gli effetti del rogo. Una cosa, però, appare chiara: per i cittadini di Airola lo spegnimento delle fiamme non può rappresentare la fine della vicenda. “Spegnere l’incendio sarà soltanto il primo passo”, ha ribadito il presidente Fico. Ora la comunità attende il resto: verità, controlli e interventi concreti.
di Fausto Sacco

