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Supplenze sul sostegno, è caos a Modena: docenti esclusi dalle conferme e posti finiti all’algoritmo

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Settembre 04, 2026
Politeia Scuola interviene sulla procedura per la continuità didattica: presentate istanze di accesso agli atti e diffide urgenti. Il sindacato: “Gli errori amministrativi non possono ricadere sui precari né sugli studenti con disabilità”.

È una vicenda destinata a far discutere quella relativa alle procedure di assegnazione delle supplenze sul sostegno in provincia di Modena. Al centro della contestazione vi sono alcune anomalie che, secondo quanto segnalato dall’Associazione Sindacale Politeia Scuola, rischiano di avere conseguenze concrete tanto sui docenti precari quanto, soprattutto, sulla continuità didattica degli alunni con disabilità.  La questione riguarda l’applicazione delle disposizioni sulla continuità didattica, introdotte per consentire, in presenza dei requisiti previsti e su richiesta della famiglia, la conferma del docente di sostegno che aveva già seguito l’alunno nell’anno scolastico precedente.  Una procedura pensata per garantire stabilità e continuità nel percorso educativo che, in alcuni casi segnalati a Modena, avrebbe invece incontrato problemi nella fase di trasmissione e acquisizione dei dati attraverso il sistema informatico ministeriale SIDI.  Secondo le verifiche e le segnalazioni raccolte da Politeia Scuola, ci sarebbero infatti docenti appartenenti alla I Fascia delle GPS per il sostegno che, pur in presenza del consenso espresso dalla famiglia alla continuità didattica, non sarebbero comparsi nei bollettini relativi alle conferme pubblicati il 28 agosto.  La conseguenza sarebbe particolarmente significativa: alcuni posti che avrebbero dovuto essere interessati dalla procedura di continuità sarebbero stati invece rilasciati al sistema e successivamente destinati alle ordinarie operazioni di assegnazione tramite algoritmo.  Un meccanismo che, se confermato, potrebbe trasformare una criticità amministrativa in un problema molto più ampio, incidendo sulle aspettative lavorative dei docenti e sulla continuità del percorso scolastico degli studenti interessati.

L’intervento di Politeia Scuola

Di fronte alle segnalazioni ricevute, l’Associazione Sindacale Politeia Scuola ha deciso di intervenire formalmente, avviando una serie di iniziative per ricostruire quanto accaduto e verificare la correttezza delle procedure.  L’organizzazione ha infatti depositato istanze di accesso agli atti e diffide urgenti indirizzate all’Ufficio VIII – Ambito Territoriale di Modena e ai dirigenti scolastici degli istituti coinvolti. L’obiettivo è acquisire la documentazione relativa alle procedure, verificare i dati trasmessi dalle singole istituzioni scolastiche e comprendere se vi siano stati errori, omissioni o ritardi nella gestione dei flussi informatici che abbiano successivamente determinato l’esclusione di docenti dalla procedura di conferma.  Un lavoro che Politeia Scuola rivendica come necessario non soltanto per tutelare i singoli lavoratori coinvolti, ma anche per garantire il corretto funzionamento di una procedura che riguarda direttamente il diritto degli studenti con disabilità alla continuità educativa.

“Un paradosso inaccettabile”

Il sindacato non usa mezzi termini nel descrivere la situazione.  “È un paradosso inaccettabile”, è la posizione espressa da Politeia Scuola, che sottolinea come eventuali errori commessi nella fase amministrativa non possano ricadere sui docenti precari.  Ma la preoccupazione riguarda anche e soprattutto gli studenti.  “Gli errori delle segreterie o delle dirigenze scolastiche non possono ricadere sui lavoratori e sugli studenti. L’algoritmo ministeriale sta decidendo le cattedre sulla base di dati che, in alcuni casi, potrebbero essere errati”, denuncia l’associazione.  È proprio questo uno dei punti maggiormente contestati: l’algoritmo può elaborare soltanto le informazioni presenti nel sistema. Se a monte i dati risultano incompleti o non correttamente trasmessi, le successive assegnazioni rischiano inevitabilmente di produrre risultati non corrispondenti alla situazione effettiva.

La richiesta all’Ufficio scolastico

Alla luce delle criticità segnalate, Politeia Scuola chiede all’Amministrazione scolastica un intervento immediato.  La richiesta è quella di congelare l’assegnazione dei posti interessati dalle contestazioni nei prossimi bollettini, procedere alla verifica della documentazione e, laddove vengano accertati errori, intervenire tempestivamente attraverso gli strumenti di autotutela amministrativa.  Una richiesta che punta a evitare che l’eventuale errore iniziale possa produrre una catena di conseguenze difficili da correggere una volta completate le successive fasi di assegnazione.

La battaglia per la tutela dei docenti

La vicenda assume quindi una duplice dimensione: da un lato quella relativa alla corretta applicazione delle procedure sulla continuità didattica, dall’altro quella della tutela professionale dei docenti precari che rischiano di vedere compromessa un’opportunità lavorativa per circostanze che, secondo quanto contestato dall’organizzazione sindacale, non sarebbero loro imputabili.  Politeia Scuola fa sapere che, qualora non dovessero arrivare risposte tempestive e risolutive da parte dell’Amministrazione, è pronta ad andare avanti nella tutela dei lavoratori coinvolti. L’associazione valuta infatti anche iniziative in sede giudiziaria, con la possibilità di richiedere il riconoscimento degli eventuali danni economici e delle conseguenze sul piano del punteggio e della posizione professionale dei docenti. La parola passa ora agli uffici competenti, chiamati a verificare la correttezza delle procedure e dei dati inseriti nel sistema.  La vicenda modenese pone però una questione più generale: quando una procedura automatizzata si basa su dati amministrativi errati, chi deve rispondere delle conseguenze?  Per Politeia Scuola la risposta è chiara: gli eventuali errori della macchina amministrativa non possono essere pagati dai lavoratori e, soprattutto, non devono compromettere la continuità scolastica degli studenti più fragili.

di Marco Iandolo