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Alleanza Ita-Lufthansa: un Matrimonio nell’Aria

In ECONOMIA
Novembre 05, 2024

La creazione di Ita Airways, emersa dalle rovine di Alitalia, ha segnato una svolta cruciale nella storia dell’aviazione italiana. Dopo la chiusura dell’amministrazione straordinaria di Alitalia il 10 ottobre 2020, il governo italiano all’epoca guidato da Giuseppe Conte ha dato vita a Ita con un investimento iniziale di 20 milioni di euro, segnando una netta discontinuità con il passato. Parte di questa trasformazione è stata dettata dalla decisione dell’Unione Europea di garantire che la nuova compagnia non fosse una semplice continuazione della precedente, ma una realtà completamente indipendente e svincolata dai debiti e dai contenziosi legali che avevano afflitto la ex compagnia di bandiera.

Da qui, il cammino per la ricerca di un partner strategico che potesse rafforzare la posizione di Ita nel competitivo mercato del trasporto aereo. Dopo negoziati estesi e impegnativi, il completamento dell’accordo con Lufthansa è sembrato essere il percorso scelto, culminato con l’approvazione dell’entrata del colosso tedesco nel capitale di Ita con il 41%, una mossa sancita a maggio 2023 e costata un aumento di capitale di 325 milioni di euro. Un coinvolgimento che ha mirato a consolidare la presenza di Ita nel panorama internazionale e a garantire una maggiore stabilità finanziaria e operativa.

Tuttavia, la strada verso lo scambio di voti finali non è stata priva di ostacoli. Le condizioni stipulate dalla Commissione Europea includono la cessione di slot importanti e la limitazione su alcune rotte chiave. Questo per preservare la concorrenza e garantire che l’ingresso di Lufthansa non riducesse la pluralità delle offerte per i consumatori, soprattutto nei corridoi vitali tra l’Italia e altre destinazioni europee ed extraeuropee. Il nodo critico di questa negoziazione ha toccato anche la posizione dei vettori concorrenti, come easyJet, Air France e IAG, impegnati a inserirsi nei vuoti lasciati dall’alleanza italo-tedesca.

Il recente blocco delle trattative, dovuto a una richiesta di revisione economica da parte di Lufthansa, mostra quanto sia delicato il processo di fusione e acquisizione in un settore tanto complesso ed essenziale come quello aereo. La tempistica per la formalizzazione definitiva dell’accordo è serrata, con scadenze che si avvicinano rapidamente, e ogni ritardo alimenta incertezze che potrebbero influenzare la percezione del mercato e la stessa operatività di Ita.

In attesa del semaforo verde finale da parte dell’Unione Europea, il cui responso è previsto entro fine novembre, le questioni pendenti tra Roma e Francoforte restano un cruciale campo di battaglia commerciale e diplomatico. La resilienza di Ita e la determinazione di Lufthansa nel proseguire questo percorso congiunto sono sotto l’occhio attento di osservatori e stakeholder, determinati a capire se questa unione porterà realmente al rilancio sperato o se si trasformerà in un nuovo capitolo di complicazioni nel cielo europeo.

L’attesa alleanza, se finalizzata con successo, non solo definirebbe un nuovo capitolo per Ita, ma ricalibrerebbe anche l’equilibrio dei cieli europei, garantendo a Ita uno spazio di manovra più ampio in un’arena globale sempre più competitiva e dinamica.