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Verso un Consumo Più Sostenibile e Locale: L’Ascesa del Made in Italy

In ECONOMIA
Giugno 05, 2024

L’interesse crescente per la sostenibilità ambientale sta modellando in maniera significativa i comportamenti d’acquisto degli italiani, una tendenza che emerge chiaro dall’ultimo rapporto “FragilItalia”, sviluppato dall’area studi di Legacoop in collaborazione con Ipsos e il supporto del Circular economy network e della Fondazione per lo sviluppo sostenibile. Secondo questo approfondito studio, otto italiani su dieci mostrano una nutrita fiducia verso la transizione eco-sostenibile, orientando di conseguenza le proprie scelte di consumo.

Negli ultimi due anni, si è assistito a un notevole cambiamento nelle preferenze di consumo: i prodotti locali e quelli contrassegnati dal marchio ‘Made in Italy’ hanno visto una considerevole crescita del 24% nei gradimenti. In parallelo, i prodotti a “Km 0”, primi fra tutti nella lotta contro l’inquinamento dovuto ai trasporti a lungo raggio, hanno registrato un incremento dell’11%. Questi dati non solo riflettono un patriottismo economico ma anche una crescente consapevolezza verso scelte più rispettose dell’ambiente.

Contemporaneamente, si assiste a un calo drastico del 54% nell’acquisto di prodotti di marca internazionale, sottolineando una possibile riscoperta del valore dei prodotti italiani in termini di garantire sia la qualità che la sostenibilità. Allo stesso tempo, sebbene il mercato dei prodotti biologici mostri un aumento in termini di vendite totali, il sondaggio indica una diminuzione nella percentuale di consumatori che possono permettersi regolarmente tali beni, suggestionando che la crisi economica possa aver affinato la necessità di scegliere prodotti a prezzi più contenuti.

Queste dinamiche sono accompagnate da un valorizzato interesse verso la salubrità e la naturalità dei prodotti alimentari consumati. Gli acquirenti mostrano una marcata propensione a scegliere prodotti con imballaggi riciclabili e un impatto ambientale ridotto. La filiera locale non è più solo un vantaggio logistico ma un valore aggiunto per i consumatori, i quali, insieme alla riscoperta dei sapori tradizionali, sembrano riconnettersi con le radici culinarie italiane, generando un circolo virtuoso di beneficio sia per l’economia che per l’ecosistema.

Di fronte a questo panorama, è evidente che le abitudini di consumo in Italia stanno attraversando una fase di trasformazione significativa. La crisi economica e l’urgenza ecologica stanno plasmando un nuovo tipo di consumatore, più consapevole delle implicazioni delle sue scelte e sempre più incline a supportare le economie locali. Questo spostamento non solo sostiene la sostenibilità ambientale ma promuove anche un modello di business resiliente e responsabile.

In definitiva, questi risultati non solo delineano un cambiamento nel panorama di consumo italiano ma segnalano anche un importante punto di riflessione per le politiche economiche e di sviluppo futuro. L’incremento dei consumi legati al made in Italy e ai circuiti brevi può essere visto come un forte segnale di un diffuso desiderio di partecipazione attiva nella trasformazione ecologica, un fenomeno che va incentivato e sostenuto con decisioni politiche mirate e efficaci. Con queste prospettive, il futuro del consumo italiano sembra orientarsi decisamente verso una maggiore consapevolezza e responsabilità sociale ed ambientale.