A poche settimane dalla presentazione delle liste per le elezioni comunali di Avellino, si accende il dibattito politico interno al centrodestra. A intervenire è Massimo Passaro, portavoce del movimento “I Cittadini in Movimento”, che lancia un giudizio netto sull’attuale situazione della coalizione: una gestione frammentata e priva di una strategia condivisa che, secondo l’esponente politico, starebbe conducendo verso una “sconfitta annunciata”. Nel suo intervento, Passaro sottolinea come non si siano mai realmente aperti tavoli di confronto strutturati tra le diverse anime del centrodestra cittadino. Un’assenza che, a suo dire, avrebbe impedito la costruzione di una sintesi politica capace di valorizzare competenze, esperienze e rappresentatività del territorio. “Ciascun segretario e dirigente – afferma – ha continuato a sostenere le proprie posizioni e i propri nomi, spesso legati a stagioni politiche ormai superate”, evidenziando come questa frammentazione interna rischi di favorire indirettamente l’area del centrosinistra e, in particolare, le figure già protagoniste del governo cittadino. Secondo Passaro, il vero nodo sarebbe la mancanza di un metodo politico condiviso: nessuna riflessione organica sui programmi, nessuna analisi strutturata dei candidati e, soprattutto, nessuna valutazione attraverso strumenti come sondaggi o verifiche di consenso. Una lacuna che avrebbe impedito l’emergere di profili realmente competitivi. Il portavoce de “I Cittadini in Movimento” critica inoltre la scelta di puntare su candidati provenienti da aree politiche diverse, come Partito Democratico, a discapito – sostiene – delle energie interne al centrodestra locale. “Sembra quasi che non si riconosca il valore delle classi dirigenti territoriali che in questi anni hanno mantenuto vivo il presidio politico”, aggiunge. Nel suo intervento viene citato anche il ruolo del ministro Matteo Piantedosi, coinvolto nei tentativi di mediazione tra le diverse componenti della coalizione, che tuttavia non avrebbero prodotto una sintesi efficace. Secondo Passaro, eventuali sondaggi o analisi di gradimento avrebbero senso solo se basati su candidature realmente forti e competitive. L’esponente politico conclude con un monito: senza una candidatura unitaria, credibile e identitaria, il centrodestra rischia di arrivare al voto comunale in una posizione di grave debolezza, incapace non solo di competere per la vittoria, ma persino di accedere al ballottaggio. “Il problema – si legge nella sostanza della sua analisi – non è la forza degli avversari, ma l’incapacità del centrodestra di credere in sé stesso”.
di Marco Iandolo

