L’ultima tornata elettorale in Francia ha messo a dura prova l’accuratezza e l’affidabilità degli istituti demoscopici, sollevando dibattiti e questioni riguardo la metodologia impiegata nei sondaggi. Gli analisti italiani, nonostante gli imprevisti risultati, non hanno criticato severamente i loro omologhi francesi, ma piuttosto sottolineato le difficoltà intrinseche nell’effettuare previsioni attendibili in un sistema elettorale tanto peculiare.
Secondo gli ultimi sondaggi condotti da Ipsos France prima delle elezioni, il Rassemblement National (RN) di Marine Le Pen era previsto ottenere tra i 175 e i 205 seggi. Tuttavia, il responso delle urne ha dato al RN solamente 148 seggi, una discrepanza non trascurabile che ha spinto gli analisti a riflettere sull’efficacia delle tecniche di sondaggio attualmente in uso. Al contrario, i numeri attribuiti al RN si sono inaspettatamente rivelati essere quelli conseguiti dal Front Populair a sinistra, con il centro di Macron, Ensemble, che superava le attese.
Lorenzo Pregliasco, esperto di Youtrend, ha evidenziato come nei vari collegi elettorali le configurazioni fossero estremamente variegate, spaziando da scontri tra sinistra e RN a conflitti tra Ensemble e RN, e così via. Questa varietà, unita alla qualità dei candidati che in Francia gioca un ruolo decisivo, ha reso la proiezione sui singoli collegi particolarmente ardua.
I sondaggi, di norma, possono essere attendibili nel prevedere le percentuali di voto su scala nazionale. Tuttavia, quando il sistema include una forte componente uninominale e si utilizza il metodo a doppio turno, come in Francia e nel Regno Unito, diventa complesso anticipare gli esiti locali specifici. Lorenzo De Sio, direttore del Cise-Luiss, puntualizza che la capacità di fare previsioni localizzate necessita di un budget molto superiore a quello generalmente disponibile, e anche nelle elezioni presidenziali americane, dove i fondi sono maggiori, non è prassi coprire tutti gli stati con sondaggi dettagliati.
Una sfida aggiuntiva a questa tornata elettorale è stata la desistenza tra il Front Populair e Ensemble, un fenomeno senza precedenti che ha aggiunto ulteriori variabili all’equazione. Antonio Noto, direttore di Noto Sondaggi, sottolinea quanto sarebbe stato dispendioso condurre sondaggi in tutti i collegi interessati, costi che avrebbero raggiunto cifre milionarie.
In conclusione, la recente esperienza elettorale in Francia ha rivelato non solo i limiti ma anche le potenzialità di miglioramento della demoscopia. Questi eventi rimarcano la necessità di un approccio più sofisticato e dettagliatamente locale nel preparare e interpretare i sondaggi, soprattutto in contesti politici complessi e dinamici. La strada verso sondaggi più accurati e previsivi è irta di ostacoli finanziari e metodologici, ma il continuo scambio di idee e tecniche tra esperti internazionali potrebbe essere la chiave per superare tali sfide.
