Carlos Alcaraz scrive una pagina indelebile nella storia del tennis mondiale. A soli 22 anni e 272 giorni, lo spagnolo conquista per la prima volta l’Australian Open, superando in finale Novak Djokovic con il punteggio di 2-6, 6-2, 6-3, 7-5, e diventa così il più giovane tennista di sempre a completare il Career Grand Slam, ovvero la vittoria di tutti e quattro i tornei Major. Sulla prestigiosa Rod Laver Arena, davanti a oltre 15 mila spettatori, è andato in scena un match dal forte valore simbolico: da una parte il presente e il futuro del tennis, dall’altra la leggenda vivente che inseguiva il 25° titolo Slam, un traguardo mai raggiunto da nessuno nella storia del singolare maschile. L’inizio è tutto di marca Djokovic, che domina il primo set 6-2 con la consueta solidità da fondo campo. Ma Alcaraz non si scompone: alza l’intensità, varia il gioco, prende in mano gli scambi e ribalta completamente l’inerzia dell’incontro. Il secondo e il terzo set scorrono rapidi in favore dello spagnolo, sempre più padrone del campo. Nel quarto, combattutissimo, è il break decisivo sul 6-5 a consegnargli il titolo e la gloria. Con questa vittoria, Alcaraz completa una collezione straordinaria: Roland Garros, Wimbledon, US Open e ora Australian Open, tutti conquistati prima dei 23 anni. Un risultato che lo proietta in un club ristrettissimo, accanto ai più grandi nomi della storia del tennis, ma con un primato assoluto per precocità. Per Djokovic resta l’amarezza di aver sfiorato un altro record, ma anche la conferma di una carriera leggendaria. Per Alcaraz, invece, si apre ufficialmente una nuova era: quella del campione totale, già entrato nella storia, ma con davanti ancora potenzialmente un decennio di dominio. Il tennis ha un nuovo re. E, questa volta, è giovanissimo.
di Fausto Sacco

