468 views 3 mins 0 comments

Aree Interne, il sindaco di Roscigno: “Serve una governance condivisa, non più un sindaco per ogni Comune”.

In BENEVENTO, CAMPANIA, IN EVIDENZA
Agosto 31, 2025
In una lettera indirizzata ai Vescovi, Palmieri accoglie con favore l’appello della Chiesa a una “nuova visione” per i territori interni, ma evidenzia anche i limiti di un modello amministrativo che negli anni ha mostrato tutte le sue fragilità.

Il tema delle Aree Interne torna al centro del dibattito politico e sociale dopo l’incontro che si è svolto a Benevento con i Vescovi del Sud Italia. Al centro delle riflessioni: spopolamento, riduzione dei servizi essenziali, invecchiamento della popolazione e frammentazione sociale. Sfide che, secondo il sindaco di Roscigno, Pino Palmieri, richiedono scelte radicali e non più rinviabili.  In una lettera indirizzata ai Vescovi, Palmieri accoglie con favore l’appello della Chiesa a una “nuova visione” per i territori interni, ma evidenzia anche i limiti di un modello amministrativo che negli anni ha mostrato tutte le sue fragilità: “Troppo spesso i Comuni hanno agito in modo isolato, guidati da logiche campanilistiche. Così facendo – scrive – si sono disperse energie preziose, limitando l’efficacia delle iniziative e alimentando ritardi e disuguaglianze”.

Il modello della Chiesa come ispirazione

Il primo cittadino propone di guardare proprio all’organizzazione ecclesiale come modello per il futuro delle comunità locali: “Molte diocesi, a causa della scarsità di risorse e del calo demografico, hanno assegnato un unico parroco a più comunità. Questo ha garantito continuità pastorale ed efficienza. Perché non adottare lo stesso principio anche nella gestione civile?”

La proposta: sindaci condivisi e fusioni amministrative

L’idea avanzata da Palmieri è concreta: superare il concetto di un sindaco per ogni piccolo Comune e promuovere invece amministrazioni condivise o fusioni tra enti. Una scelta che, a suo avviso, potrebbe rendere più efficace la governance, garantire servizi migliori e permettere un utilizzo razionale delle risorse pubbliche.“Occorre cambiare lo strumento di governo delle Aree Interne – sottolinea –. Non si tratta di cancellare le identità locali, ma di rafforzarle dentro un progetto comune, capace di assicurare sviluppo e continuità ai nostri territori”.

Verso una riforma strutturale

La sfida, per il sindaco di Roscigno, non può ridursi a misure tampone o a singoli progetti finanziati: serve una ridefinizione strutturale dei livelli di governo locale, fondata su logiche di efficienza e responsabilità collettiva. Un messaggio che apre il dibattito non solo tra le istituzioni civili, ma anche all’interno delle comunità locali, chiamate a scegliere se continuare a difendere l’autonomia dei singoli municipi o intraprendere la strada, più difficile ma forse più sostenibile, di una gestione condivisa del futuro.

di Marco Iandolo