Il tema delle Aree Interne torna al centro del dibattito politico e sociale dopo l’incontro che si è svolto a Benevento con i Vescovi del Sud Italia. Al centro delle riflessioni: spopolamento, riduzione dei servizi essenziali, invecchiamento della popolazione e frammentazione sociale. Sfide che, secondo il sindaco di Roscigno, Pino Palmieri, richiedono scelte radicali e non più rinviabili. In una lettera indirizzata ai Vescovi, Palmieri accoglie con favore l’appello della Chiesa a una “nuova visione” per i territori interni, ma evidenzia anche i limiti di un modello amministrativo che negli anni ha mostrato tutte le sue fragilità: “Troppo spesso i Comuni hanno agito in modo isolato, guidati da logiche campanilistiche. Così facendo – scrive – si sono disperse energie preziose, limitando l’efficacia delle iniziative e alimentando ritardi e disuguaglianze”.
Il modello della Chiesa come ispirazione
Il primo cittadino propone di guardare proprio all’organizzazione ecclesiale come modello per il futuro delle comunità locali: “Molte diocesi, a causa della scarsità di risorse e del calo demografico, hanno assegnato un unico parroco a più comunità. Questo ha garantito continuità pastorale ed efficienza. Perché non adottare lo stesso principio anche nella gestione civile?”
La proposta: sindaci condivisi e fusioni amministrative
L’idea avanzata da Palmieri è concreta: superare il concetto di un sindaco per ogni piccolo Comune e promuovere invece amministrazioni condivise o fusioni tra enti. Una scelta che, a suo avviso, potrebbe rendere più efficace la governance, garantire servizi migliori e permettere un utilizzo razionale delle risorse pubbliche.“Occorre cambiare lo strumento di governo delle Aree Interne – sottolinea –. Non si tratta di cancellare le identità locali, ma di rafforzarle dentro un progetto comune, capace di assicurare sviluppo e continuità ai nostri territori”.
Verso una riforma strutturale
La sfida, per il sindaco di Roscigno, non può ridursi a misure tampone o a singoli progetti finanziati: serve una ridefinizione strutturale dei livelli di governo locale, fondata su logiche di efficienza e responsabilità collettiva. Un messaggio che apre il dibattito non solo tra le istituzioni civili, ma anche all’interno delle comunità locali, chiamate a scegliere se continuare a difendere l’autonomia dei singoli municipi o intraprendere la strada, più difficile ma forse più sostenibile, di una gestione condivisa del futuro.
di Marco Iandolo

