La partita per il rinnovo della governance dell’Asi di Avellino sembra ormai avviata verso una conclusione già scritta. Pasquale Pisano viaggia spedito verso la riconferma alla guida del Consorzio industriale, sostenuto da un accordo politico definito e blindato tra Maurizio Petracca ed Enzo Alaia, protagonisti di una mediazione che avrebbe chiuso ogni spazio di manovra per il centrodestra e per il presidente della Provincia Rizieri Buonopane. L’intesa maturata nelle ultime settimane consolida gli equilibri dell’area deluchiana in Irpinia e punta a garantire continuità amministrativa nella gestione dell’ente di Pianodardine. Tuttavia, l’accordo non sarebbe privo di sacrifici politici. Proprio Alaia, infatti, potrebbe essere costretto a rinunciare a una delle caselle attualmente riconducibili alla sua area all’interno dell’Asi. Ad oggi il consigliere regionale può contare sulla presenza di Michele Spinazzola e Pasquale De Sanctis, ma il nuovo assetto imporrebbe una redistribuzione degli spazi per riequilibrare i rapporti tra le diverse componenti della maggioranza regionale. Una scelta che conferma come la trattativa non sia stata soltanto territoriale, ma abbia coinvolto direttamente anche i livelli regionali del Partito Democratico e dell’area vicina al governatore Vincenzo De Luca. In questo scenario assume un ruolo centrale anche il vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola, cui spetterebbe l’indicazione del componente di nomina regionale nel nuovo consiglio del Consorzio. I nomi che circolano con maggiore insistenza sono quelli di Antonello Cerrato e Pasquale Giuditta, entrambi considerati profili capaci di assicurare equilibrio istituzionale e competenze amministrative. Resta poi aperta la partita relativa alla rappresentanza di Confindustria Avellino. In corsa ci sarebbero Angelo Petitto e Crescenzo Ventre, direttore dell’associazione degli industriali irpini. Una scelta che potrebbe risultare decisiva per rafforzare il dialogo tra il mondo produttivo e la nuova governance dell’Asi. Sul fronte opposto, invece, cresce il malcontento del centrodestra e dell’area vicina a Buonopane, rimasti sostanzialmente esclusi dalla definizione del nuovo assetto consortile. Proprio per questo, secondo indiscrezioni raccolte negli ambienti politici irpini, l’opposizione sarebbe pronta a spostare lo scontro sul terreno amministrativo, a partire dalla discussione sul bilancio e sugli equilibri gestionali dell’ente. La sensazione, ormai diffusa, è che la partita per le nomine sia quasi chiusa, ma che il vero confronto politico debba ancora cominciare.
di Marco Iandolo

