L’associazione Assonave, portabandiera del comparto navalmeccanico italiano, è intervenuta con fermezza nel dibattito politico-economico legato al “decreto flotte”, un provvedimento incentrato sull’acquisto di navi ecologiche e sull’ammodernamento delle flotte marine del Paese. L’argomento caldo del momento è rappresentato dalle richieste avanzate da alcuni operatori del settore marittimo, che vorrebbero vedere abolito il vincolo geografico per l’accesso ai finanziamenti previsti dal decreto.
Assonave ha manifestato la propria approvazione per il decreto, sottolineando come i fondi possano rappresentare un passo importante verso un rinnovamento “verde” delle flotte e una maggiore sostenibilità nel settore marittimo. Tuttavia, l’associazione non ha mancato di esprimere preoccupazioni per le intenzioni di alcuni di eliminare il vincolo geografico dai requisiti di finanziamento, interpretabile come una minaccia alla competitività dell’industria nazionale.
Il vincolo geografico è una sorta di segno distintivo per il settore: assicura che i finanziamenti siano destinati a favorire gli operatori nazionali, sostenendo così l’industria interna, non solo dal punto di vista economico ma anche per quanto riguarda la preservazione del know-how tecnologico e la salvaguardia dell’occupazione. La sua rimozione potrebbe portare ad un esodo di capitali verso paesi terzi, dove pratiche di concorrenza sleale e sistemi di finanziamento più vantaggiosi – ma non sempre in linea con la regolamentazione europea – hanno già creato una situazione di svantaggio competitivo per i cantieri italiani.
L’attenzione di Assonave si concentra sul creare un ambiente equo, il cosiddetto “level playing field”, dove tutti i concorrenti abbiano pari opportunità, seguendo regole e condizioni omogenee. È fondamentale per la federazione industriale che tali finanziamenti favoriscano un rinnovamento della flotta che non solo rispetti i principi ecologici ma sia anche incentrato sull’industria nazionale, preservando la sicurezza e la resilienza di una filiera ritenuta strategica, con riflessi diretti nei settori dell’energia e della difesa.
In definitiva, Assonave chiede una rimodulazione del provvedimento finanziario governativo legato al Pnrr – il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – con l’intento di trovare una quadra che possa soddisfare sia le necessità degli armatori sia quelle dell’industria navalmeccanica italiana. Si delineano dunque momenti cruciali per definire non solo il futuro dell’industria navalmeccanica nazionale ma anche il posizionamento dell’Italia all’interno dell’equilibrio marittimo europeo e globale.
