Si riaccende il confronto tra sindacato e Aurubis a cinque mesi dal licenziamento, ritenuto ingiusto, di due operai e attivisti sindacali, Brosca e Coppola. Le parti si sono incontrate presso l’Unione Industriali di Avellino, ma il clima resta teso e lontano da una soluzione condivisa. A riportare con forza il tema della sicurezza sul tavolo è stata la recente tragedia avvenuta nello stabilimento del gruppo ad Amburgo, dove un operaio ha perso la vita e un altro è rimasto gravemente ferito durante l’orario di lavoro. Un episodio che, secondo il sindacato, impone una riflessione urgente anche sulla situazione dello stabilimento di Pianodardine. Durante l’incontro sono state avanzate diverse segnalazioni: dalla presenza di “polveri rosa” potenzialmente cancerogene alla chiusura di una via di fuga, fino al dimezzamento delle analisi di controllo. Non solo: i rappresentanti dei lavoratori hanno denunciato anche presunti abusi e comportamenti discriminatori da parte di un capo, ritenuti tali da mettere a rischio l’incolumità fisica di alcuni operai. Le risposte fornite dall’azienda non hanno convinto il sindacato, che ha giudicato insufficienti le giustificazioni presentate nel corso del confronto. Sui licenziamenti, l’Amministratore Delegato ha mantenuto una linea netta, liquidando la questione con una dichiarazione sintetica: “Ci vedremo in tribunale”. Una posizione che irrigidisce ulteriormente i rapporti tra le parti. Nel frattempo, il sindacato ha confermato lo stato di agitazione, lasciando presagire nuove iniziative nelle prossime settimane. La vertenza resta aperta, in un contesto in cui sicurezza sul lavoro e tutela dei diritti tornano al centro del dibattito industriale.
di Marco Iandolo
