Il Partito Democratico non parteciperà alla riunione del “Campo Largo” convocata nelle ultime ore. A chiarirlo è il segretario provinciale Marco Alaia, che affida a una nota dai toni netti e polemici la posizione del partito, denunciando l’assenza di condivisione e una gestione ritenuta incoerente del percorso politico. “Il Campo Largo non è un albergo”, esordisce Alaia, sottolineando come non sia accettabile entrare e uscire dal confronto politico a seconda delle convenienze. Il riferimento è a una forza politica che, secondo il segretario, avrebbe già disertato il tavolo in due occasioni, salvo poi assumersi ora l’iniziativa di convocarlo. Una scelta definita “non lineare e di non facile comprensione”. Alla base della decisione del Pd di non partecipare all’incontro vi è proprio la mancanza di condivisione preventiva. “La convocazione non è stata oggetto di alcun confronto – spiega Alaia – e per questo motivo non riteniamo di prendervi parte”. Non manca, però, un passaggio più ampio sulle condizioni del dialogo politico in città. Il segretario provinciale ribadisce la disponibilità del Partito Democratico a proseguire il confronto, ma pone paletti chiari: niente fughe in avanti, niente strumentalizzazioni e soprattutto un approccio responsabile, finalizzato a costruire le condizioni per un governo efficace della città. L’obiettivo dichiarato resta quello di garantire ad Avellino un’amministrazione “efficiente e rigorosa”, capace di guardare a una reale prospettiva di crescita e sviluppo. Tuttavia, Alaia denuncia anche il clima che circonda il Pd, parlando di attacchi “offensivi e sommari” e di un continuo tentativo di delegittimazione. Il passaggio più duro è rivolto a quelli che definisce “moralisti”, accusati di adottare atteggiamenti ipocriti e contraddittori. Tra citazioni colte e metafore, il segretario respinge le accuse di mediocrità, evocando il significato originario del termine nella tradizione classica, ma sottolineando come nel dibattito attuale prevalgano piuttosto giudizi superficiali e strumentali. “Con questo approccio – osserva – diventa oggettivamente difficile sedersi allo stesso tavolo e confrontarsi”. Nonostante ciò, il Pd non intende arretrare: “Non ci rassegniamo”, afferma Alaia, rilanciando l’impegno a lavorare per un punto di equilibrio politico che possa coinvolgere tutte le componenti della comunità avellinese. La conclusione è un invito a superare divisioni e rigidità ideologiche, ma anche un affondo contro chi, secondo il segretario, si erge a guida senza avere reale consenso: “Basta con i generali senza esercito”, è il messaggio, in un quadro politico locale che appare sempre più frammentato e attraversato da tensioni. Il confronto resta aperto, ma le distanze, almeno per ora, sembrano difficili da colmare.
di Marco Iandolo

