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Avellino, carcere di Bellizzi, tensione durante una perquisizione: sequestrati tre smartphone

In AVELLINO, CAMPANIA, CRONACA
Agosto 28, 2026
La protesta nel reparto comuni ha richiesto l’intervento della Sorveglianza Generale e del personale di Polizia Penitenziaria. La UILFP lancia l’allarme: “Servono più uomini, mezzi e sicurezza”.

Mattinata di tensione alla Casa Circondariale di Bellizzi  Avellino durante una perquisizione ordinaria nel reparto comuni. Secondo quanto riferito dalla UILFP Polizia Penitenziaria, alcuni detenuti avrebbero cercato di impedire l’accesso degli agenti alle camere detentive, creando difficoltà nello svolgimento delle operazioni. Durante la protesta sarebbe stata riversata acqua sul pavimento e dalle camere sarebbero stati lanciati alcuni oggetti. Per riportare la situazione sotto controllo si è reso necessario l’intervento della Sorveglianza Generale, del Vice Comandante dell’istituto e di altro personale di Polizia Penitenziaria. Nonostante le difficoltà, la perquisizione è stata portata a termine e ha consentito di rinvenire e sequestrare tre smartphone. Il ritrovamento riaccende i riflettori sulla presenza di telefoni cellulari all’interno degli istituti penitenziari. “Il fenomeno non può più essere considerato occasionale – sottolinea Raffaele Dragone, delegato UILFP Polizia Penitenziaria –. È necessario rafforzare i controlli e mettere il personale nelle condizioni di operare con strumenti e risorse adeguate”.  La UILFP esprime anche apprezzamento per il lavoro svolto dagli agenti. “Nonostante una situazione tutt’altro che semplice, gli operatori sono riusciti a portare a termine la perquisizione e a individuare tre smartphone”, dichiara Raffaele Troise, responsabile UILFP Polizia Penitenziaria di Avellino, che torna però a evidenziare le criticità dell’istituto.  Secondo il sindacato, infatti, sovraffollamento e carenza di organico stanno aumentando il carico di lavoro e l’esposizione degli agenti alle situazioni di tensione.  “Non è possibile continuare a chiedere agli agenti di garantire elevati livelli di sicurezza in un contesto caratterizzato da sovraffollamento, carenza di personale e aumento delle criticità”, afferma Troise.  La UILFP chiede quindi all’Amministrazione un intervento concreto, con il rafforzamento degli organici e l’impiego di strumenti e tecnologie più efficaci per contrastare l’introduzione e l’utilizzo illecito dei telefoni cellulari.  “Il carcere di Avellino non può essere lasciato solo. Servono uomini, mezzi e condizioni di lavoro adeguate”, conclude Troise.

di Marco Iandolo