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Avellino, mercato bisettimanale, tra decadenze e prospettive mancate: la lunga crisi di Campo Genova.

In AVELLINO, CAMPANIA, IN EVIDENZA
Agosto 20, 2025
I numeri parlano chiaro. Dai circa 270 posteggi previsti, solo 150 risultano realmente occupati.

Avellino continua a fare i conti con l’eredità di una delle decisioni più discusse degli ultimi anni: lo spostamento del mercato bisettimanale da Piazzale degli Irpini a Campo Genova. Una scelta voluta dall’allora sindaco Gianluca Festa e attuata a ridosso dell’emergenza Covid-19, che sin dall’inizio ha diviso la città e che oggi mostra tutti i suoi effetti collaterali.  I numeri parlano chiaro. Dai circa 270 posteggi previsti, solo 150 risultano realmente occupati. Spazi deserti, file di stalli vuoti e un drastico calo delle presenze: gli ambulanti storici stimano una riduzione di clientela fino all’80% rispetto agli anni in Piazzale degli Irpini. Un crollo che ha segnato non solo l’economia dei commercianti, ma anche l’identità di un appuntamento che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento sociale e commerciale per Avellino e l’hinterland.  Al danno si è aggiunta la beffa dei canoni arretrati, il nodo che scatenò lo scontro con l’amministrazione Festa. Una partita mai chiusa, che oggi ritorna con forza nelle decisioni della gestione commissariale guidata dal prefetto Giuliana Perrotta. Con gli ultimi provvedimenti, infatti, è scattata la revoca delle concessioni per alcuni operatori: morosità nei pagamenti e superamento delle assenze consentite hanno portato alla decadenza delle autorizzazioni al commercio. Una misura formalmente ineccepibile, ma che contribuisce a svuotare ulteriormente il mercato.  L’ex amministrazione Nargi aveva provato a mettere ordine con un progetto di razionalizzazione: redistribuzione degli stalli, maggiore sicurezza, riorganizzazione per categorie merceologiche. Un tentativo rimasto incompiuto per la caduta anticipata della giunta. Oggi resta un mercato dimezzato, con prospettive incerte e la sola ipotesi – ancora sulla carta – di un trasferimento a Borgo Ferrovia.  Il quadro politico-amministrativo è chiaro: Campo Genova non è mai stato percepito come la sede naturale del mercato, e senza un piano condiviso rischia di trasformarsi da opportunità in simbolo di declino. Alla futura amministrazione spetterà il compito non solo di individuare una collocazione definitiva, ma di restituire al mercato di Avellino il ruolo che ha avuto per decenni. La sfida è tra lasciare morire lentamente una tradizione o rilanciarla come motore economico e identitario per la città.

di Marco Iandolo